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“Diritti in Tour” fa tappa a Riccione

8 agosto 2026, “Diritti in Tour” fa tappa a Riccione nella splendida cornice de “La Spiaggia del Cuore 110” in diretta ai microfoni di Radio Vetrina nella diretta condotta da Riccardo Ronchietto.

“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: “Diritti in tour” a Riccione e truffa delle case “fantasma” a Cesenatico. 

Fonte: https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/costume-e-societa/item/54388-%E2%80%9Cl%E2%80%99agor%C3%A0-del-diritto%E2%80%9D-%E2%80%93-una-domanda,-una-risposta-%E2%80%9Cdiritti-in-tour%E2%80%9D-a-riccione-e-truffa-delle-case-%E2%80%9Cfantasma%E2%80%9D-a-cesenatico

Di Emilio Graziuso 8 agosto 2026 – Oggi sono a Riccione, dove alle 12,30, sarò in diretta dalla Spiaggia del Cuore 110 (www.laspiaggiadelcuore.com), per parlare ai microfoni di Radio Vetrina (www.radiovetrina.it) con Riccardo Ronchietto (Editore Radio Vetrina) dei diritti dei consumatori, in generale, e dei turisti, in particolare.

Ironia della sorte, a poca distanza da Riccione, circa 38 km, si trova Cesenatico, dove, nei giorni scorsi, si è perpetuata una truffa ai danni di moltissime famiglie.  

Ricordate quando, nella nostra “Agorà”, abbiamo parlato di case vacanze “fantasma” venduti da truffatori senza scrupoli?

Ebbene, questa volta le strutture “fantasma” erano, stando ai messaggi pubblicitari dei malfattori, a Cesenatico.

Giunti sul posto e recatisi all’indirizzo contenuto nell’annuncio, però, gli ignari turisti si trovavano dinnanzi ad una compagnia di assicurazioni e non alla casa vacanza, presso la quale avrebbero dovuto trascorrere le proprie vacanze.

Gli immobili pubblicizzati, quindi, erano strutture esistenti, peccato, però, non fossero adibiti a casa vacanza.

È, infatti, accaduto che dei truffatori hanno proposto, in rete, soggiorni in residence ed alberghi inesistenti a Cesenatico ed a Milano Marittima a prezzi molto bassi.

La truffa, salvo per quanto riguarda il prezzo molto basso e fuori mercato, è stata nel complesso ben strutturata, a partire dall’ubicazione dei residence e degli appartamenti pubblicizzati corrispondente ad indirizzi reali.

È facile immaginare la problematica di gestione dei turisti, vittima della truffa, presenti a Cesenatico.

Un dato interessante appreso dalle colonne del “Il Fatto Quotidiano” (https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/03/truffa-residence-fantasma-cesenatico-notizie/8468162/ ) è che “sia la piattaforma di prenotazioni che l’amministrazione comunale stanno cercando di supportare le famiglie truffate: la prima cercando soluzioni alternative, la seconda creando un punto di accoglienza al Palazzo del turismo con aria condizionata, acqua fresca, divanetti e sedie”.

Tornando  alla truffa, i soggiorni venivano proposti a prezzi molto bassi le cui somme venivano fatte corrispondere su carte prepagate e conti privati, aggirando, così, le piattaforme sulle quali venivano pubblicati gli annunci.

Cosa succederà adesso?

I turisti hanno perso i propri soldi e la propria vacanza?

Il primo passo che i turisti devono compiere è sporgere denunzia dinnanzi alle autorità competenti e, subito dopo, attivare presso la propria Banca la procedure rimborso (chargeback).

Se la Banca provvede al rimborso, i turisti coinvolti nella vicenda possono tirare un sospiro di sollievo. Se, invece, tale ipotesi non si dovesse concretizzare, la soddisfazione dei diritti del turista è un terreno più accidentato.

Qualora i malfattori siano individuati e si apra un processo penale, cosa può fare il consumatore, essi hanno da perdere a livello patrimoniale?

Se la risposta a quest’ultima domanda è positiva, allora i malcapitati potranno valutare l’ipotesi di costituirsi parte civile e, quindi, chiedere il risarcimento del danno in sede penale.

Se, invece, la risposta è negativa, lo scenario cambia integralmente, ed il consumatore dovrà, se decide di costituirsi parte civile, assumersi il rischio che, anche in caso di riconoscimento del proprio diritto dinnanzi all’ Autorità Giudiziaria, il condannato non abbia le somme per corrispondere l’eventuale risarcimento.

Ed in questo caso, purtroppo, difficilmente potrà recuperare il maltolto.

(immagine generata con AI)

“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: Un nuovo caso di phishing: sextortion e falsi ShinyHunters

Fonte: https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/costume-e-societa/item/54337-%E2%80%9Cl%E2%80%99agor%C3%A0-del-diritto%E2%80%9D-%E2%80%93-una-domanda,-una-risposta-un-nuovo-caso-di-phishing-sextortion-e-falsi-shinyhunters

Di Emilio Graziuso, 1 agosto 2026 – Cari lettori dell’ “Agorà del Diritto” c’è una nuova truffa di tipo sextortion alla quale prestare attenzione.

Il segnale d’allarme è lanciato dal Cert – Agid, il Centro di assistenza per l’Italia Digitale (cert-agid.gov.it).

Ma in cosa consiste questa nuova truffa?

Il tentativo avviene via mail, essa, quindi, rientra nei casi di phishing che abbiamo più volte esaminato.

Vi è, quindi, un invio massivo di email da soggetti che si spacciano per il noto gruppo di pirati informatici – gruppo che ha hackerato sistemi informatici particolarmente sofisticati e blindati, entrando, così, in possesso di migliaia di dati –  ma che in realtà con questi ultimi non hanno nulla a che fare.

Facendo leva sul timore che, nell’ambito informatico, incutono gli ShinyHunters i malfattori affermano nel testo delle email:

a) di essere entrati, attraverso un virus, nei dispositivi del destinatario della mail ed avere avuto, così accesso ai suoi dati, alla telecamera ed al microfono;

b) di aver scoperto che il destinatario della mail visita siti per adulti ed accede a video dai contenuti espliciti.

Ed ecco, quindi, che arriva la minaccia: o il destinatario della mail corrisponde la somma di 2.000 dollari in bit coin o i dati compromettenti verranno divulgati.

Una versione alternativa della stessa email è quella con la quale viene richiesto il pagamento per disinstallare dai dispositivi del destinatario il virus che è stato inserito ed in questo modo non avere più alcun accesso ad essi.

Come difendersi, quindi, da questa nuova truffa?

Come in tutti gli altri casi di phishing dei quali ci siamo occupati nella nostra “Agorà” la regola da seguire è quella di non interagire in nessun modo con il mittente e, quindi, come ha suggerito la Cert – Agid  “ignorare o eliminare” l’email ricevuta.

(immagine generata con AI)

VADEMECUM “Dalla Parte del Consumatore” contro la dipendenza da social

L’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ha redatto, attraverso la “rete delle psicologhe” del progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”, un vademecum da usare come bussola per orientare le abitudini quotidiane.

Il vademecum è diviso in due sezioni una dedicata ai minori l’altra ai genitori, contenenti consigli mirati e di facile applicazione per contrastare la dipendenza da social.

VADEMECUM

MINORI

1)DISATTIVARE LE NOTIFICHE: rimuovere gli avvisi sonori e visivi per evitare l’impulso continuo di controllare il telefono;

2)CREARE DELLE BARRIERE ALL’ACCESSO AI SOCIAL: rendere più difficoltoso e lungo l’accesso ai social, ad esempio, eliminando dallo smartphone  le app dei social che si utilizzano più frequentemente ed accedendo ad esse solo dal desktop del computer;

3)IMPOSTARE LIMITI DI UTILIZZO TEMPORANEO: utilizzare le funzionalità del telefono per bloccare le app raggiunto il tempo di utilizzo impostato;

4)IMPOSTARE LO SCHERMO DEL CELLULARE IN BIANCO E NERO: in questo modo si riduce la stimolazione visiva e  l’uso delle app è meno gratificante;

5)NON CONTROLLARE I SOCIAL appena svegli ma dopo almeno un’ora;

6)NON TENERE IL TELEFONO ACCANTO AL LETTO di notte per evitare la tentazione di visionarlo, migliorando, così, la qualità del sonno;

7)PIANIFICARE MOMENTI DELLA GIORNATA OFFLINE per disintossicarsi;

8)COLTIVARE ALTRI HOBBY: sostituire il tempo sui social con altri diversivi (sport, letture, relazioni sociali reali);

GENITORI

 1)ESSERE MODELLI POSITIVI dando l’esempio di uso personale estremamente moderato dei dispositivi;

2)FARE IN CASA EDUCAZIONE DIGITALE insegnando ai minori come utilizzare in modo sano e limitato i social;

3)REGOLE SULL’USO DEI DISPOSITIVI con la definizioni di orari, limiti e luoghi di utilizzo di sistemi digitali;

4)FORNIRE ALTERNATIVE DI VITA REALE quali, ad esempio, letture, sport, giochi creativi;

5)IL DISPOSITIVO NON E’ UNA BABY SITTER, uno schermo non è uno strumento di consolazione o di distrazione;

6)NO ALL’UTILIZZO PRECOCE DEI SOCIAL. Non anticipare l’età di utilizzo dei social, in quanto espone a rischi emotivi, relazionali e cognitivi;

7)SUPERVISIONARE ATTIVAMENTE. Controllare le app utilizzate dai figli, dialogare su ciò che vedono e vivono in rete.

Per essere sempre aggiornati in tempo reale sui diritti dei consumatori e sulle iniziative della nostra Associazione si consiglia l’iscrizione (gratuita) al canale whatsapp https://whatsapp.com/channel/0029Vb7QBxp0VycGdJwP1I3V

“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: integratori, cosmetici e trasparenza nella vendita ai consumatori 

Di Emilio Graziuso 25 luglio 2026 – L’approfondimento di questa settimana della nostra “Agorà” prende spunto da una notizia apparsa, nei giorni scorsi, nel sito del Codacons Lombardia (www.codaconslombardia.it).

Da una lettura di essa, si è appreso che a detta associazione stanno pervenendo segnalazioni da parte di consumatori “relative alla vendita, presso farmacie e negozi di prodotti per il benessere, di integratori e cosmetici caratterizzati da confezioni personalizzate con il logo della singola farmacia. Secondo quanto denunciato dai consumatori, si tratterebbe in molti casi di prodotti standard, realizzati da aziende del settore e distribuiti a più punti vendita, ma presentati con una grafica tale da valorizzare in modo particolarmente evidente il marchio della farmacia” (www.codaconslombardia.it).

La vicenda è solo allo stato embrionale ed è tutta da approfondire.

Lo stesso Codacons Lombardia afferma che “presenterà una formale segnalazione ad AGCM, chiedendo di verificare se tali modalità di presentazione, confezionamento e promozione possano integrare profili di pratica commerciale scorretta o comunque idonea a generare confusione nel consumatore medio circa origine, caratteristiche, responsabilità e grado di personalizzazione dei prodotti” (www.codaconslombardia.com).

La palla, quindi, passerà all’Antitrust per i dovuti accertamenti.

Allo stato attuale, quindi, nessuna responsabilità, nessuna violazione o comportamento illegittimo è stato accertato.

C’è da seguire i risvolti che questa vicenda prenderà ma, intanto, nella nostra rubrica di oggi, vogliamo fare, insieme con i nostri lettori, una breve riflessione, senza puntare il dito contro nessuno (anche perché non ne avremmo gli strumenti avendo quale unica fonte il citato sito www.codaconslombardia.com e, non essendo, quindi, in grado di strutturare un approfondimento).

Qualora fosse confermato che la singola farmacia si sia limitata a confezionare un prodotto altrui, senza darne notizia, per quale motivo lo ha fatto?

Ci potrebbero essere violazioni degli obblighi di trasparenza e di corretta comunicazione commerciale da parte delle farmacie?

Esaminando il caso in astratto, senza alcun riferimento alla fattispecie concreta, sicuramente ci potrebbero essere molte possibilità che il consumatore, data la presentazione e la confezione, sia indotto a ritenere che il quanto proposto in vendita sia stato prodotto direttamente dalla farmacia, magari anche, attraverso studi e formulazioni specifiche che lo rendano, quindi, diverso rispetto ad altri sul mercato.

Ma se dovesse essere confermata la tesi che  così non è, si potrebbe avere una violazione dei principi fondamentali di correttezza e trasparenza.

Perché, quindi, non indicare in modo chiaro la società produttrice e chi, invece, si è limitato semplicemente a confezionarlo e venderlo al pubblico?

Se l’obiettivo è porre in essere una strategia di marketing per far circolare il logo del venditore, con conseguente ritorno di immagine a livello pubblicitario, ci sono molti altri modi, sicuramente più rispettosi dei diritti dei consumatori e, comunque, più trasparenti, che il professionista può adottare.

Una informazione chiara e trasparente, è bene ricordarlo, non è, infatti, solo una forma di tutela per il consumatore ma per l’intero mercato ed i soggetti che vi operano.

Poniamo, ad esempio, il caso che il consumatore possa avere un danno dall’assunzione del prodotto acquistato.

Se le indicazioni sul produttore e sul venditore sono chiare, il consumatore potrà individuare da subito chi sono i soggetti ai quali inoltrare la propria richiesta risarcitoria, evitando di instaurare dei contenziosi con chi, teoricamente, è estraneo alla vicenda.

E questo è solo un esempio.

Ringraziamo il Codacons Lombardia per aver puntato i fari su questa vicenda.

FONTE:https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/costume-e-societa/item/54259-%E2%80%9Cl%E2%80%99agor%C3%A0-del-diritto%E2%80%9D-%E2%80%93-una-domanda,-una-risposta-integratori,-cosmetici-e-trasparenza-nella-vendita-ai-consumatori

La finestra sul diritto\ Contratti on line: è valida l’approvazione delle clausole vessatorie effettuata con un semplice click?

di Giovanni Di Rella*

Nel giugno scorso la Corte di Cassazione si è occupata di questo tema ed ha stabilito che, nei contratti on line (o meglio, in tutti i contratti telematici) è invalida l’approvazione di clausole vessatorie mediante semplice spunta di vari “flag” (cioè il riempimento della casella corrispondente con il mouse o con il touch screen, da parte dell’utente).

Il caso in questione riguardava un contratto di somministrazione di energia elettrica tra due società e, in particolare, la clausola che attribuiva la competenza giudiziaria – per ogni futura controversia tra le parti – ad un Tribunale diverso da quello individuabile secondo i criteri di legge.

Naturalmente, ciò che a noi interessa è il principio di diritto affermato dalla Corte. Alcuni di noi già sanno che – per la validità di clausole che attribuiscono ad uno dei contraenti un forte vantaggio, o che impongano una forte limitazione – occorre una “specifica approvazione per iscritto”. Il motivo è che occorre tutelare il soggetto che subisce gli effetti negativi di dette clausole, esigendo che la sua manifestazione di consenso debba essere prestata in modo consapevole.

Nell’ordinanza in questione è stato evidenziato che il semplice click sulla casella, invece, non assolve tale funzione e garanzia, in quanto non garantisce la necessaria soglia di attenzione richiesta dalla legge per le clausole penalizzanti.

La società che predispone il contratto telematico, pertanto, è tenuta ad esempio a predisporre sul proprio sito un “form” che consenta l’approvazione mediante una cd. firma digitale leggera, quali l’inserimento di un codice OTP inviato con sms o e-mail.

Quanto stabilito dalla Corte, pur se emesso in tema di fornitura di elettricità, è destinato ad avere naturale applicazione anche in altri settori, specie nei contratti bancari e finanziari. Infatti, è prassi diffusa che tali contratti vengano conclusi in modalità telematica (tramite piattaforme di home banking, applicazioni smartphone o siti internet) – e che l’approvazione delle clausole vessatorie ivi contenute avvenga proprio tramite la spunta di una casella.

Occorre però fare un paio di precisazioni su quanto sinora detto.

Il principio emesso nella suddetta ordinanza ha un notevole impatto, fondamentalmente, nei contratti conclusi tra due società (o, come si dice tecnicamente, tra “soggetti professionisti”), più che in quelli stipulati tra il soggetto professionista ed il consumatore. Per questi ultimi, infatti, il Codice del Consumo – che, come noto, nasce per tutelare il consumatore, contraente debole – stabilisce a priori la nullità delle clausole vessatorie anche se specificatamente approvate per iscritto.

Ciò non vuol dire che la predetta ordinanza sia inutile per i consumatori. Tutt’altro.

Occorre premettere che, sempre secondo il Codice del Consumo, se alcune clausole vessatorie sono state oggetto di una trattativa individuale tra la società ed il consumatore, sono considerate valide.

Ecco che in passato, alcune società hanno sostenuto che il “doppio flag” specifico o la compilazione di un modulo online dimostrassero una “trattativa individuale”.

La predetta ordinanza della Cassazione ha quindi demolito questo stratagemma, proprio perché ha stabilito che un click su una casella on line non dimostra alcuna reale consapevolezza o negoziazione. Pertanto, essa può essere invocata per bloccare sul nascere qualsiasi tentativo delle società di salvare clausole abusive nei contratti telematici con i consumatori.

In ultimo, va precisato che il principio espresso dalla Corte si applica esclusivamente alle clausole vessatorie e non alla sottoscrizione generale del contratto.

Per la firma dell’intero contratto (o abbonamento) online, il semplice click sul tasto “Accetta”“Acquista” o “Invia ordine” è perfettamente valido, perchè manifesta validamente la volontà di comprare o abbonarsi. E’ per la clausole vessatorie, che determinano squilibri dei diritti e degli obblighi tra le parti, che la legge impone un requisito di forma molto più rigido (la doppia sottoscrizione/specifica approvazione per scritto).

Avvocato. Delegato di Bari dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del ConsumatoreSvolge la professione forense dal 2000 occupandosi  prevalentemente di diritto civile. Attivista e con consolidata esperienza associativa e professionale nella tutela dei lavoratori e dei consumatori. Relatore a convegni ed ospite qualificato in programmi televisivi di settore.    

Web: www.dallapartedelconsumatore.comw.a: https://whatsapp.com/channel/0029Vb7QBxp0VycGdJwP1I3V   facebook: https://www.facebook.com/dallapartedelconsumatore “

FONTE: https://italiafreepress.it/attualita/la-finestra-sul-diritto-contratti-on-line-e-valida-lapprovazione-delle-clausole-vessatorie-effettuata-con-un-semplice-click/

La finestra sul diritto\ Dipendenza da social tra i più giovani: dati allarmanti, ecco il punto di ascolto

di Giovanni Di Rella*

L’utilizzo dei social network tra i più giovani mostra segnali sempre più evidenti di dipendenza psicologica. È quanto emerge dal primo monitoraggio nazionale realizzato dalla nostra Associazione nell’ambito del nostro progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”, promosso questa primavera e che sta riscuotendo molti consensi.

Come già divulgato dai nostri canali e dal nostro sito internet, il Progetto prevede un numero telefonico al quale, nei giorni ed orari stabiliti, potranno essere segnalati campanelli di allarme di “dipendenza social” ed un il primo “Sportello di ascolto” in una farmacia di Lanciano.

Si tratta della prima iniziativa concreta e strutturata avviata in Italia all’indomani della recentissima decisione della Corte Superiore della California (Los Angeles), che ha condannato Meta e Google al risarcimento dei danni subiti da una giovane cittadina americana per aver sviluppato, durante l’adolescenza, la dipendenza dai social (Instagram e piattaforma You Tube) con gravi conseguenze psico-fisiche.

I primi risultati del monitoraggio del nostro Progetto delineano un quadro che può essere considerato preoccupante e che evidenzia comportamenti ormai entrati nella quotidianità di molti giovani.

Tra i dati più significativi emerge che il 41% degli intervistati controlla abitualmente lo smartphone anche quando non riceve notifiche, mentre il 59% dichiara di lasciarsi trascinare nello “scrolling infinito”, perdendo spesso la percezione del tempo.

Il 44% trascorre on line dalle quattro alle oltre dieci ore al giorno. Per il 33% dei ragazzi i social rappresentano l’ultima attività prima di addormentarsi e la prima al risveglio, mentre il 16% afferma di svegliarsi volontariamente durante la notte per controllare notifiche e aggiornamenti.

Anche l’impatto sul benessere emotivo appare significativo: il 64% dei giovani dichiara di provare disagio quando resta senza telefono; il 39% riferisce un senso di isolamento e il 25% manifesta ansia.

Inoltre, il 56% ammette di confrontarsi negativamente con le immagini e gli stili di vita mostrati sui social, arrivando a sentirsi inferiore rispetto agli altri.

I dati raccolti descrivono un fenomeno che non può più essere considerato marginale. L’automatismo con cui molti ragazzi controllano continuamente lo smartphone, nonchè la tendenza ad interrompere il sonno per verificare le notifiche, sono comportamenti che meritano attenzione da parte delle istituzioni, del mondo della scuola, delle famiglie e della comunità scientifica. È necessario promuovere una cultura dell’utilizzo consapevole delle tecnologie digitali, senza demonizzarle ma prevenendone gli effetti più critici.

Parallelamente al monitoraggio statistico, l’Associazione registra un costante incremento delle richieste di aiuto attraverso il proprio Punto di Ascolto.

Le segnalazioni provengono prevalentemente da genitori che riferiscono episodi di isolamento sociale da parte dei propri figli, difficoltà relazionali, ansia e crescente disagio legato all’immagine corporea.

Per rispondere a questa domanda di supporto, l’Associazione sta lavorando alla realizzazione di una rete nazionale di psicologi specializzati, coordinata dalla dott.ssa Monica Nicolucci, prendendo come modello l’esperienza dello sportello sperimentale già avviato a Lanciano.

Nei prossimi mesi saranno realizzate nuove rilevazioni rivolte a differenti fasce della popolazione per comprendere meglio le diverse forme della dipendenza digitale e individuare strumenti giuridici, psicologici e sociali sempre più efficaci.

L’Associazione “Dalla Parte del Consumatore” intende annunciare che il progetto proseguirà con ulteriori monitoraggi statistici, iniziative di sensibilizzazione e attività di supporto, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di strategie di prevenzione e contrasto della dipendenza da social, fenomeno che coinvolge un numero crescente di adolescenti e giovani adulti in tutta Italia.

Un dato estremamente positivo è stato ed è il coinvolgimento nel progetto di giovanissimi attivisti che si sono appassionati alla battaglia che stiamo conducendo e che, forse perché vivono ogni giorno, direttamente o attraverso i propri coetanei, le problematiche che stiamo affrontando, si stanno impegnando nel rilevare i dati e nel fare opera di sensibilizzazione sul tema. Siamo a disposizione di Voi tutti.

Avvocato. Delegato di Bari dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del ConsumatoreSvolge la professione forense dal 2000 occupandosi  prevalentemente di diritto civile. Attivista e con consolidata esperienza associativa e professionale nella tutela dei lavoratori e dei consumatori. Relatore a convegni ed ospite qualificato in programmi televisivi di settore.    

Web: www.dallapartedelconsumatore.comw.a: https://whatsapp.com/channel/0029Vb7QBxp0VycGdJwP1I3V   facebook: https://www.facebook.com/dallapartedelconsumatore “

Fonte: https://italiafreepress.it/attualita/la-finestra-sul-diritto-dipendenza-da-social-tra-i-piu-giovani-dati-allarmanti-ecco-il-punto-di-ascolto/

L’immagine utilizzata è stata pubblicata da Italia Free Press con la pubblicazione dell’articolo (vd Fonte)

“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” e giovani attiviste nel progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”

Come i lettori della nostra “Agorà” già sanno, l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” è impegnata nel progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme”. (allegato documento pdf del monitoraggio)

Di Emilio Graziuso, 18 luglio 2026 – Nell’ambito di esso, nel corso dell’ultima settimana, abbiamo condotto un monitoraggio nell’ambito di una popolazione giovanile compresa tra i 15 ed i 25 anni, al fine di realizzare una fotografia completa del fenomeno della dipendenza da social, i cui dati sono stati pubblicati ed analizzati dalla Gazzetta dell’Emilia nell’articolo dal titolo “Dipendenza da Social”, l’Associazione Nazionale “Dalla parte del Consumatore” presenta i risultati del primo monitoraggio nazionale” (https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/costume-e-societa/item/54179-%E2%80%9Cdipendenza-da-social%E2%80%9D,-l-associazione-nazionale-dalla-parte-del-consumatore-presenta-i-risultati-del-primo-monitoraggio-nazionale).

Oggi, però, voglio parlarvi del “dietro le quinte” del monitoraggio, di chi ha avuto l’idea e di come è stata realizzata, perché, a fronte dei dati preoccupanti emersi, ve ne uno che ci riempie di soddisfazione e ci sprona, come Associazione, a continuare sulla strada che abbiamo scelto con il manifesto programmatico “La Primavera del Consumatore”.

A differenza delle altre battaglie, targate “Dalla Parte del Consumatore”, che quotidianamente e costantemente conduciamo, quest’ultima sulla dipendenza da social ha registrato un ruolo attivo di un gruppo di giovanissimi volontari che hanno sposato la stessa, sentendola propria, ed hanno cominciato a “militare” nella nostra Associazione dando il proprio contributo in termini di entusiasmo, di idee e di azione.

Si sono avvicinati e sono diventati parte integrale e portante del nostro progetto, in quanto, da quanto ci hanno riferito sin dal primo approccio, pur avendo un approccio equilibrato ai social, subiscono, comunque, il fenomeno trovandosi, nella quotidianità, con coetanei, adulti ed alle volte anche i genitori stessi, rapiti dal mondo digitale.

Da qui, il loro impegno in questa battaglia.

Ed il primo monitoraggio nazionale è stato ideato e condotto da un gruppo di giovanissime attiviste volontarie, che hanno, quindi, raccolto e sviluppato i dati che sono emersi.

Abbiamo avuto, quindi, un riscontro concreto di quanto possa essere travolgente ed efficace l’entusiasmo e l’attivismo giovanile.

Le domande oggetto del sondaggio, la diffusione capillare del form, attraverso un “passa parola silenzioso” (sebbene sia un ossimoro rende perfettamente l’idea) tra i propri coetanei nelle varie regioni d’Italia, l’elaborazione grafica di quanto emerso, non sarebbe stata mai possibile senza di loro ed è, quindi, a loro che rivolgiamo il nostro ringraziamento ed è con loro non al nostro fianco ma al nostro interno –  in quanto sono, ormai parte integrante ed attiva dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” – che continueremo il progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”.

Fonte: https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/costume-e-societa/item/54195-%E2%80%9Cl%E2%80%99agor%C3%A0-del-diritto%E2%80%9D-%E2%80%93-una-domanda,-una-risposta-associazione-nazionale-%E2%80%9Cdalla-parte-del-consumatore%E2%80%9D-e-giovani-attiviste-nel-progetto-%E2%80%9Cdipendenza-da-social-combattiamola-insieme-%E2%80%9D

RASSEGNA STAMPA: PRIMO MONITORAGGIO NAZIONALE “DALLA PARTE DEL CONSUMATORE” SULLA “DIPENDENZA DA SOCIAL”

https://www.brindisiin.it/brindisi-associazione-dalla-parte-del-consumatore-i-social-come-anestetico_content_15670_1.htm

https://www.brindisireport.it/cronaca/studio-dipendenza-giovani-social-network-brindisi.html

https://www.pugliatvcanale116.com/116/index.php/notizie/34566-dipendenza-da-social-l-associazione-nazionale-dalla-parte-del-consumatore-presenta-i-risultati-del-primo-monitoraggio-nazionale

https://www.facebook.com/share/p/1MJNadnY4u

https://www.basilicata24.it/2026/07/dipendenza-da-social-lassociazione-nazionale-dalla-parte-del-consumatore-presenta-i-risultati-del-primo-monitoraggio-nazionale-160904

https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/costume-e-societa/item/54179-%E2%80%9Cdipendenza-da-social%E2%80%9D,-l-associazione-nazionale-dalla-parte-del-consumatore-presenta-i-risultati-del-primo-monitoraggio-nazionale

https://www.borderline24.com/2026/07/17/fino-a-10-ore-al-giorno-connessi-la-dipendenza-da-social-dei-giovani-italiani-il-report

https://www.facebook.com/ilnuovoonline/posts/dipendenza-da-social-i-risultati-del-primo-monitoraggio-nazionale-un-giovane-su-/1364668145876559