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PRIMO MONITORAGGIO NAZIONALE “DALLA PARTE DEL CONSUMATORE” SULLA “DIPENDENZA DA SOCIAL”

L’utilizzo dei social network tra i più giovani mostra segnali sempre più evidenti di dipendenza psicologica. È quanto emerge dal primo monitoraggio nazionale realizzato dall’Associazione “Dalla Parte del Consumatore” nell’ambito del progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”, promosso per analizzare l’impatto delle piattaforme digitali sui ragazzi tra i 15 e i 25 anni.

I risultati delineano un quadro che l’Associazione definisce preoccupante e che evidenzia comportamenti ormai entrati nella quotidianità di molti giovani.

Tra i dati più significativi emerge che il 41% degli intervistati controlla abitualmente lo smartphone anche quando non riceve notifiche, mentre il 59% dichiara di lasciarsi trascinare nello “scrolling infinito”, perdendo spesso la percezione del tempo.

Il 44% trascorre online dalle quattro alle oltre dieci ore al giorno. Per il 33% dei ragazzi i social rappresentano l’ultima attività prima di addormentarsi e la prima al risveglio, mentre il 16% afferma di svegliarsi volontariamente durante la notte per controllare notifiche e aggiornamenti.

Anche l’impatto sul benessere emotivo appare significativo. Il 64% dei giovani dichiara di provare disagio quando resta senza telefono: il 39% riferisce un senso di isolamento e il 25% manifesta ansia.

Inoltre, il 56% ammette di confrontarsi negativamente con le immagini e gli stili di vita mostrati sui social, arrivando a sentirsi inferiore rispetto agli altri.

«I dati raccolti descrivono un fenomeno che non può più essere considerato marginale», afferma l’Avv. Emilio Graziuso, Presidente Nazionale dell’Associazione “Dalla Parte del Consumatore”. «Siamo di fronte a un’emergenza subdola, silenziosa e spesso sottovalutata sulla quale la nostra Associazione sta cercando di puntare i riflettori. Da quanto emerge da questo nostro primo monitoraggio, i social per molti non sono più semplici aggregatori, ma un anestetico emotivo contro la solitudine e la noia. L’automatismo con cui molti ragazzi controllano continuamente lo smartphone e la tendenza a interrompere il sonno per verificare le notifiche sono comportamenti che meritano attenzione da parte delle istituzioni, del mondo della scuola, delle famiglie e della comunità scientifica. È necessario promuovere una cultura dell’utilizzo consapevole delle tecnologie digitali, senza demonizzarle ma prevenendone gli effetti più critici».

Parallelamente al monitoraggio statistico, l’Associazione registra un costante incremento delle richieste di aiuto attraverso il proprio Punto di Ascolto.

 Le segnalazioni provengono prevalentemente da genitori che riferiscono episodi di isolamento sociale, difficoltà relazionali, ansia e crescente disagio legato all’immagine corporea.

Per rispondere a questa domanda di supporto, l’Associazione sta lavorando alla realizzazione di una rete nazionale di psicologi specializzati, coordinata dalla dott.ssa Monica Nicolucci, prendendo come modello l’esperienza dello sportello sperimentale già avviato a Lanciano.

Monica Nicolucci

«Quello presentato oggi rappresenta il primo tassello di un percorso di ricerca destinato ad ampliarsi», spiega Carmela Mazzarelli, componente della cabina di regia del progetto. «Nei prossimi mesi realizzeremo nuove rilevazioni rivolte a differenti fasce della popolazione per comprendere meglio le diverse forme della dipendenza digitale e individuare strumenti giuridici, psicologici e sociali sempre più efficaci».

«Le richieste di aiuto stanno aumentando con continuità e arrivano ormai da numerose regioni italiane» – conclude Massimo Bomba, Vice Presidente Nazionale dell’Associazione. «Per questo motivo intendiamo rafforzare il Punto di Ascolto e costruire una rete di professionisti capace di offrire un sostegno concreto ai giovani e alle loro famiglie».

L’Associazione “Dalla Parte del Consumatore” annuncia che il progetto proseguirà con ulteriori monitoraggi statistici, iniziative di sensibilizzazione e attività di supporto, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di strategie di prevenzione e contrasto della dipendenza da social, fenomeno che coinvolge un numero crescente di adolescenti e giovani adulti in tutta Italia.

«Un dato estremamente positivo – fanno sapere dall’Associazioneè il coinvolgimento nel progetto di giovanissimi attivisti che si sono appassionati alla battaglia che stiamo conducendo e che, forse perché vivono ogni giorno, direttamente o attraverso i propri coetanei, le problematiche che stiamo affrontando, si stanno impegnando nel rilevare i dati e nel fare opera di sensibilizzazione sul tema».

BRINDISI: “MALA MOVIDA”. Nessun protocollo di intesa, i residenti pronti all’azione legale.

RASSEGNA STAMPA: articoli pubblicati da Quotidiano di Puglia e Gazzetta del Mezzogiorno

“DIRITTI ON AIR” – 10 luglio 2026

In attesa della diretta dalla spiaggia di Riccione, “Il Salvagente del Turista” della nostra Associazione “on air” su RadioVetrina

https://www.youtube.com/watch?v=7ONszokEuSQ&t=12s

“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: lidi balneari ed introduzione di cibi e bevande.

Di Emilio Graziuso, 11 luglio 2026 – Lo scorso anno, sempre nel mese di luglio, un lettore ci poneva la seguente domanda: è lecito il divieto di introdurre cibi e bevande in spiaggia?

Nel mese di giugno appena trascorso, lo stesso quesito, sebbene in forma e con parole diverse, è stato posto nuovamente alla nostra rubrica da tre lettori.

Tranquillizziamo chi segue l’ “Agorà”: non vi è alcuna norma che autorizza i gestori di stabilimenti balneari a vietare ai balneanti di portare generi alimentari recandosi al mare e consumare gli stessi – ovviamente nel rispetto dell’ambiente e degli altri – sotto l’ombrellone.

Se doveste, pertanto, imbattervi, all’ingresso del lido, in cartelli contenenti il divieto d’introdurre cibi e bevande, sappiate che non hanno alcun valore.

Nessun, infatti, può essere costretto ad usufruire del bar o del ristorante della spiaggia e, quindi, a sostenere delle spese “forzate”.

Le spiagge sono aree demaniali e sono, quindi, pubbliche, anche se affidate alla gestione dei privati.

A dette aree non possono essere applicate le norme concernenti le attività imprenditoriali di carattere completamente ed esclusivamente privato.

Appurato, quindi, che non vi può essere impedito di introdurre alimenti e bevande in spiaggia (ed avendo, così, risposto ai quesiti posti dai nostri lettori), sfatiamo un altro luogo comune: i gestori dello stabilimento non possono effettuare controlli nelle borse, borse frigo, buste e zaini dei balneanti per vedere se in esse vi sono generi alimentari.

Il consumatore può, quindi, opporsi non solo al divieto di introdurre generi alimentari ma anche ai  controlli come quelli sopra illustrati.

E se il gestore dovesse appellarsi ad ordinanze comunali che, a suo dire, introducono tale divieto (ricordiamo che attraverso ordinanze comunali possono essere dettate indicazioni specifiche per la stagione balneare)?

Il consumatore non deve perdersi d’animo e deve chiedere l’esibizione delle ordinanze e una volta ricevute deve leggerle attentamente.

A quanto consta, infatti, sono veramente pochissimi i provvedimenti che prevedono divieti come quello in esame.

Quindi il gestore dello stabilimento se non vi sono ordinanze comunali non può limitare in alcun modo il consumo di alimenti e bevande introdotte dall’esterno dagli avventori?

No.

Egli, infatti, può prevedere divieti relativi, ad esempio, alle aree e modalità di consumo di alimenti e bevande.

È lecito, infatti, il divieto di consumare cibi e bevande portate da fuori stabilimento sui tavolini del bar e/o del ristorante del lido, oppure di disporre tavolate o di organizzare pic nic su tutte le aree o su parte di esse.

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(immagine generata con AI)

Fonte: https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/costume-e-societa/item/54118-%E2%80%9Cl%E2%80%99agor%C3%A0-del-diritto%E2%80%9D-%E2%80%93-una-domanda,-una-risposta-lidi-balneari-ed-introduzione-di-cibi-e-bevande

La finestra sul diritto\ Toy Story 5, un film che apre gli occhi sulla dipendenza da social. E voi, cosa ne pensate?

di Giovanni Di Rella*

Nei giorni scorsi è uscito nelle sale cinematografiche il film di animazione Toy Story 5, realizzato da Disney–Pixar.

Il film è piaciuto molto e ha fatto riflettere, me e gli amici della nostra Associazione. Ci ha convinto sempre di più dell’importanza del progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!” che, come Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” (www.dallapartedelconsumatore.com) abbiamo ideato e stiamo realizzando sull’intero territorio nazionale.

A dirla tutta, Toy Story 5 può essere un alleato culturale fondamentale del progetto targato “Dalla Parte del Consumatore”.

Esso, infatti, veicola, in modo efficace, rapido e capillare, il messaggio che vogliamo far circolare, tra bambini, adolescenti e tra tutti coloro che lo hanno visto e lo vedranno.

Nel film, infatti, la formula “Toy meets Tech” (il giocattolo incontra la tecnologia) costituisce una minaccia concreta per i protagonisti storici della saga Toy Story, cioè i giocattoli tradizionali, che alla fine del terzo film erano stati regalati da Andy alla piccola Bonnie.

In questo quinti film i giocattoli “classici” di Bonnie – Woody, Buzz Lightyear, Jessie e tutti gli altri –  si trovano a dover competere, da un giorno all’altro, con Lilypad, un tablet interattivo di ultima generazione – a forma di rana – che cattura, magnetizzandola, tutta l’attenzione della bambina.

Nei film precedenti della serie, i protagonisti erano alle prese con il dover dividere l’affetto dei bambini con altri giocattoli “nuovi arrivati” in casa, che però erano sempre di tipo tradizionale. In Toy Story 5, invece, la sfida è contro l’isolamento di Bonnie, creato dal tablet interattivo.

Infatti, non appena riceve in regalo Lilypad, la bambina cambia da un giorno all’altro: smette di inventare giochi utilizzando i pupazzi precedenti; blocca quindi la propria immaginazione; dal dinamismo, anche fisico, oltre che mentale, del suo precedente modo di giocare passa ad un modo statico e passivo (il passare il proprio tempo in balia del gioco digitale).

L’aspetto quanto mai veritiero e doloroso del film è la motivazione che spinge la piccola Bonnie a rifugiarsi nel tablet: la bambina, infatti, non usa lo strumento digitale per un capriccio infantile, ma per la necessità di inclusione sociale.

Il mondo dei coetanei che la circonda, infatti, è completamente avulso dalla vita reale e si muove all’interno di chat di gruppo, piattaforme on line ed interazioni virtuali.

Ed ecco che si manifesta un protagonista invisibile di Toy Story 5: FOMO (Fear of Missing Out), cioè la Paura di Essere Tagliati Fuori dalla comunità dei propri coetanei se non si è costantemente connessi.

Questo meccanismo psicologico è lo stesso che stiamo riscontrando, come Associazione “Dalla Parte del Consumatore” analizzando i dati che stiamo raccogliendo relativi alla dipendenza degli adolescenti da social network.

Relativamente a Toy Story 5 non voglio spoilerare altro, ma si può dire –  senza timore di smentita – che il messaggio finale del film rispecchia pienamente i valori che promuoviamo e gli obiettivi che perseguiamo come Associazione promuoviamo attraverso il progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”: e cioè:

  1. no alla demonizzazione dei supporti digitali.

Il film non suggerisce di distruggere i dispositivi elettronici. La tecnologia è uno strumento straordinario se governata, ma diventa pericolosa e lesiva della sfera psicofisica, oltre che sociale e familiare, se non governata da regole ben precise;

  • la ricerca dell’equilibrio.

È fondamentale educare i minori ad un uso consapevole del mezzo digitale.

Il tablet, lo smartphone, i social media non devono mai sostituire l’immaginazione, l’attività fisica, il gioco condiviso ed il confronto nella vita reale;

  • il valore dei legami reali.

Nessun algoritmo o interazione virtuale potrà mai colmare il bisogno di calore umano e di legami autentici della vita reale, incarnati, nel film, dal rapporto di amicizia tra i giocattoli “classici” e la piccola Bonnie.

Questo, articolo, già pubblicato in altra forma, si conclude con un appello agli adulti che lo leggeranno: insieme ai vostri figli, nipoti, figli di amici, vostri scolari, ecc. andate a vedere Toy Story 5.

Noi adulti, infatti, siamo spesso disorientati ed impotenti nei confronti della gestione del tempo che i minori (e non solo), ed in particolare i propri figli, trascorrono dinnanzi agli schermi.

Ma dal nostro suindicato Progetto emerge che l’educazione digitale e, quindi, la salute digitale non si costruiscono con i divieti fini a se stessi, ma tra le mura domestiche: attraverso l’esempio, il dialogo e la definizione di abitudini sane prima di tutto degli adulti e, quindi, dei minori (bambini o adolescenti che siano).

In ultimo, una domanda: nelle vostre case, con i vostri figli, chi vince la sfida quotidiana tra giochi “reali” e giochi “virtuali” (ci farebbe molto piacere e sarebbe molto utile per lo studio che stiamo conducendo, ricevere le vostre risposte sulla pagina Facebook, sul profilo Instagram ed il canale whatsapp dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”)  ?

Avvocato. Delegato di Bari dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del ConsumatoreSvolge la professione forense dal 2000 occupandosi  prevalentemente di diritto civile. Attivista e con consolidata esperienza associativa e professionale nella tutela dei lavoratori e dei consumatori.Relatore a convegni ed ospite qualificato in programmi televisivi di settore.    

Web: www.dallapartedelconsumatore.com

Wa: https://whatsapp.com/channel/0029Vb7QBxp0VycGdJwP1I3V  

Facebook: https://www.facebook.com/dallapartedelconsumatore 

Fonte: https://italiafreepress.it/attualita/la-finestra-sul-diritto-toy-story-5-un-film-che-apre-gli-occhi-sulla-dipendenza-da-social-e-voi-cosa-ne-pensate/

“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta:  l’evoluzione attraverso l’intelligenza artificiale della truffa della “casa fantasma”

Di Emilio Graziuso 4 luglio 2026 – Ricordate la truffa della “casa fantasma” della quale ci siamo occupati nel viaggio condotto dall’ “Agorà” tra le nuove truffe?

Siamo nell’ambito delle truffe on line e ad essere potenziali vittime del raggiro della “casa fantasma” sono i consumatori che vedono, valutano ed acquistano le proprie vacanze online.

L’ immobile nel quale trascorrere le proprie vacanze viene pubblicizzato ad un prezzo allettante con immagini accattivanti, secondo le tendenze del momento, spesso prese (illegalmente) da annunci pubblicitari reali, ma lo sfortunato turista una volta a destinazione riceve l’amara sorpresa: l’immobile non esiste.

Ci sono poi delle varianti della truffa, quali ad esempio, l’impossibilità di raggiungere materialmente l’immobile, oppure lo stesso è occupato da altri turisti o, ancora, è profondamente difforme da quello pubblicizzato.

Alcune volte, invece, il truffatore ha il buon cuore (ovviamente in senso ironico= di non far affrontare il viaggio al malcapitato, scomparendo del tutto dopo aver ricevuto l’acconto.

Mentre, però, sino a qualche anno addietro vi erano dei dettagli ai quali fare attenzione per non cadere in trappola, con il proliferare di strumenti di intelligenza artificiale sempre più all’avanguardia, la truffa della “casa “fantasma” (come purtroppo anche altre tipologie di truffe) è divenuta sempre più difficile da individuare e, quindi, da evitare.

Basti pensare al testo dell’annuncio pubblicitario.

In passato esso era spesso ricco di errori lessicali e grammaticali, attualmente, invece, i testi sono sempre più corretti e precisi, in molti casi simili come impostazione, contenuto e forma a quelli contenuti nei siti regolari.

Anche le foto ed i video utilizzati dai truffatori hanno registrato un salto di qualità.

Da foto sgranate o, comunque, di scarsa qualità in termini di prospettiva, colori e lucentezza, si è passati a rilievi fotografici e video di buon livello.

Se poi il truffatore non si limita all’annuncio ma ha anche un sito esso è difficilmente distinguibile dai siti degli operatori turistici regolari.

A quali aspetti fare, quindi, attenzione per non cadere vittima del raggiro?

Sicuramente un primo passo potrebbe essere quello di fare una ricerca per leggere le varie recensioni e cercare di capire se vi sono state denunziate truffe al riguardo.

Non bisogna sottovalutare l’assenza di recensioni in quanto potrebbe essere un campanello di allarme.

Spesso, infatti, gli annunci specchietto per le allodole dei truffatori sono veloci e vengono sostituiti da altri simili nel giro di pochi giorni.

Un’altra delle prime mosse da compiere è quella di verificare che l’annuncio sia contenuto sul sito ufficiale della piattaforma on line.

Un consiglio, quindi, potrebbe essere quello, di inserire nel browser l’indirizzo ufficiale del sito e, quindi, una volta entrati nella home page procedere con la ricerca dell’annuncio e, quindi, con la prenotazione.

Anche il pagamento è importante farlo dalla stessa piattaforma ufficiale.

I truffatori, utilizzando siti clonati, molte volte invitano ad effettuare il pagamento attraverso una modalità diretta che gli stessi inviano attraverso messaggistica istantanea o email.

È, inoltre, consigliabile prestare maggiore attenzione alle offerte economicamente troppo vantaggiose.

Perché, infatti, proprio voi dovreste realizzare l’affare dell’estate 2026 acquistando ad un prezzo super vantaggioso un soggiorno in una casa vacanze da sogno?

Fonte: https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/costume-e-societa/item/54052-%E2%80%9Cl%E2%80%99agor%C3%A0-del-diritto%E2%80%9D-%E2%80%93-una-domanda,-una-risposta-%20l%E2%80%99evoluzione-attraverso-l%E2%80%99intelligenza-artificiale-della-truffa-della-%E2%80%9Ccasa-fantasma%E2%80%9D

RASSEGNA STAMPA VADEMECUM SALDI ESTIVI 2026

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💥 Saldi estivi 2026 ecco il vademecum “Dalla Parte del Consumatore”
📢 Grazie a tutti i giornalisti e le testate che ogni giorno danno voce alle nostre battaglie ed ai diritti dei consumatori:
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https://www.parmadaily.it/saldi-estivi-al-via-il-4-luglio-il-vademecum-per-fare-acquisti-sicuri-ed-evitare-brutte-sorprese/
https://www.brundisium.net/index.php/saldi-estivi-il-vademecum-dalla-parte-del-consumatore/
https://www.blogsicilia.it/oltrelostretto/saldi-estivi-2026-regole-consigli-acquisti-guida-consumatori/1275771/
https://www.brindisilibera.it/2026/06/saldi-estivi-2026-e-vademecum-dalla-parte-del-consumatore/

https://capitalist.it/saldi-estivi-2026-guida-consumatori-regole-acquisti-sicuri/
https://www.focusitaliaweb.it/saldi-estivi-2026-il-vademecum-dalla-parte-del-consumatore/
https://www.chietitoday.it/economia/saldi-estivi-2026-luglio-vademecum-acquisti-consumatori.html
https://www.ilmontesilvano.it/2026/06/30/sabato-iniziano-i-saldi-estivi-2026/
https://ilgiornalepopolare.it/saldi-estivi-2026-come-evitare-le-trappole/
https://www.pugliatvcanale116.com/116/index.php/notizie/34457-graziuso-dalla-parte-del-consumatore-sui-saldi-estivi
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https://ilgiornalaccio.it/saldi-attenzione-alle-fregature-il-decalogo-per-evitarle/
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https://www.espressione24.it/saldi-estivi-2026-al-via-il-4-luglio-il-vademecum-dellassociazione-nazionale-dalla-parte-del-consumatore-per-acquistare-in-sicurezza/
https://quotidianoweb.it/attualita/saldi-estivi-2026-e-vademecum-dalla-parte-del-consumatore/

SALDI ESTIVI 2026 E VADEMECUM “DALLA PARTE DEL CONSUMATORE”

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Prendono il via il 4 luglio i saldi estivi 2026 e l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ha predisposto un vademecum per aiutare i consumatori ad essere più tranquilli durante gli acquisti.

“Negli ultimi anni – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Presidente Nazionale dell’ Associazione “Dalla Parte del Consumatore” – a causa della crisi economica e del crollo del potere si acquisto delle famiglie, vi è attesa tra i consumatori italiani per i saldi, ormai alle porte.

Da un sondaggio condotto dalla nostra Associazione è emerso che moltissimi consumatori hanno atteso questo momento per permettersi qualche acquisto, rinviato nei mesi appena trascorsi nella speranza di poterlo realizzare a prezzo scontato.

Come Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” riteniamo che i consumatori, nonostante l’euforia, adottino alcune accortezze nell’approcciarsi all’acquisto scontato.

Per questo motivo abbiamo redatto un agile vademecum “Dalla Parte del Consumatore”.

VADEMECUM 2026 “DALLA PARTE DEL CONSUMATORE”

1)Fare attenzione ai saldi superiori al 50%: potrebbero nascondere bufale, come ad esempio la vendita di merce dell’anno precedente (che ovviamente potrebbe essere ugualmente un buon affare purché il negoziante informi il cliente).

Le svendite, infatti, devono essere realmente di fine stagione e non deve riguardare tutti i beni depositati presso il commerciante.

Fare attenzione, quindi, a quelle attività che avevano gli scaffali semi vuoti prima dei saldi e che si sono riempiti con il partire degli sconti.

2)la merce in saldo deve essere tenuta separata nettamente da quella venduta a prezzo pieno;

3)è obbligatorio esporre sul cartellino il vecchio prezzo, la percentuale di sconto ed il prezzo scontato nonché il prezzo più basso applicato alla generalità dei consumatori nei 30 giorni precedenti;

4)diffidare dai capi di abbigliamento che possono essere solo visionati e non provati. È vero che è rimesso alla discrezionalità del negoziante il far provare o meno i capi di abbigliamento ma il negare tale possibilità è bene che costituisca un campanello di allarme per il consumatore;

5)i negozianti sono obbligati ad accettare il pagamento con carte di credito anche con i saldi. In caso di rifiuto non comprate e segnalate il caso per iscritto alla società Servizi Interbancari e a un’associazione di consumatori;

6)conservare lo scontrino, perché costituisce prova di acquisto che obbliga il negoziante a sostituire e/o riparare la merce difettosa o ‘non conforme’, anche in presenza di cartelli con la dicitura che i capi in svendita non si possono cambiare.

Non è vero, infatti, che i capi in svendita non si possono cambiare (in caso di difetto e non conformità).

Se non è possibile effettuare il cambio perché, ad esempio, non vi è più la disponibilità del prodotto si ha diritto alla restituzione del denaro corrisposto.

7)la garanzia per vizi occulti e per assenza di qualità promessa è dovuta dal venditore anche nelle vendite a saldo ed è di due anni dalla vendita secondo il Codice del Consumo;

8) Fare attenzione all’ ‘effetto sforamento’: spesso, infatti, spendiamo più di quanto crediamo di stare risparmiando. Utile sarebbe fare una lista degli acquisti in anticipo, e tenerla sempre sott’occhio nel fare compere;

9)valutare bene l’acquisto. È una buona regola quella, nei giorni precedenti i saldi, valutare le proposte di più negozi, annotando il prezzo.

Si può così porre in essere un acquisto “a colpo sicuro” ed evitare giri e file alla partenza dei saldi;

10)anche acquistare nel periodo dei saldi in negozi di fiducia o acquistare beni dei quali si conosce già il prezzo e la qualità è una buona prassi;

11)confrontare i prezzi dei vari esercizi anche durante il periodo dei saldi;

Per essere sempre aggiornati sui diritti dei consumatori e sulle iniziative dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” consultare il sito www.dallapartedelconsumatore.com o iscriversi, gratuitamente, al canale whatsapp https://whatsapp.com/channel/0029Vb7QBxp0VycGdJwP1I3V