L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: Toy Story 5 ed il progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”
Nei giorni scorsi è uscito nelle sale cinematografiche il film di animazione Toy Story 5, realizzato da Disney – Pixar.
Di Emilio Graziuso, 27 giugno 2026 – Il film mi è piaciuto molto, mi ha fatto riflettere e, soprattutto, mi ha convinto sempre di più dell’importanza del progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!” che, come Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” (www.dallapartedelconsumatore.com) abbiamo ideato e stiamo realizzando sull’intero territorio nazionale.
A dirla tutta, ritengo che Toy Story 5 possa essere un alleato culturale fondamentale del del progetto targato “Dalla Parte del Consumatore”.
Esso, infatti, veicola, in modo efficace, rapido e capillare, il messaggio che vogliamo far circolare, tra bambini, adolescenti e tutti coloro che lo hanno visto e lo vedranno.
Nel film, infatti, la formula “Toy meets Tech” (il giocattolo incontra la tecnologia) costituisce una minaccia concreta per i protagonisti storici della saga Toy Story.
I giocattoli classici di Bonnie, Woody, Buzz Lightyear e Jessie, si trovano a dover competere, da un giorno all’altro, con Lilypad, un tablet di ultima generazione che cattura magnetizzandola tutta l’attenzione della bambina.
A differenza dei film precedenti della serie nei quali i protagonisti erano alle prese con il dover dividere l’affetto dei bambini con “nuovi arrivati” in casa ma sempre della stessa tipologia di giocattolo, in Toy Story 5 la sfida è contro l’isolamento di Bonny creato dal tablet.
La bambina, infatti, non appena i genitori le regalano Lilypad cambia da un giorno all’altro, smette di inventare giochi utilizzando i pupazzi precedenti, blocca, quindi, la propria immaginazione e dal dinamismo, anche fisico, oltre che mentale, del suo precedente modo di giocare passa ad un modo statico e passivo di passare il proprio tempo in balia del gioco digitale.
L’aspetto quanto mai veritiero e doloroso del film è la motivazione che spinge la piccola Bonnie a rifugiarsi nel tablet.
La bambina, infatti, non usa lo strumento digitale per un capriccio infantile ma per la necessità di inclusione sociale.
Il mondo dei coetanei che la circonda, infatti, è completamente avulso dalla vita reale e si muove all’interno di chat di gruppo, piattaforme on line ed interazioni virtuali.
Ed ecco che si manifesta un protagonista invisibile di Toy Story 5 FOMO (Fear of Missing Out), ovvero la paura di essere tagliati fuori dalla comunità dei propri coetanei se non si è costantemente connessi.
Questo meccanismo psicologico è lo stesso che stiamo riscontrando, come Associazione “Dalla Parte del Consumatore” analizzando i dati che stiamo raccogliendo relativi alla dipendenza degli adolescenti da social network.
Relativamente a Toy Story 5 non voglio spoilerare altro ma posso dire, senza timore di smentita, che il messaggio finale dello stesso rispecchia pienamente i valori che promuoviamo e gli obiettivi che perseguiamo come Associazione promuoviamo attraverso il progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”:
1)no alla demonizzazione dei supporti digitali.
Il film non suggerisce di distruggere i dispositivi elettronici.
La tecnologia è uno strumento straordinario se governata, ma diventa pericolosa e lesiva della sfera psicofisica, oltre che sociale e familiare, se non governata da regole ben precise;
2)la ricerca dell’equilibrio.
È fondamentale educare i minori a un uso consapevole del mezzo digitale.
Il tablet, lo smartphone, i social media non devono mai sostituire l’immaginazione, l’attività fisica, il gioco condiviso ed il confronto nella vita reale;
3)il valore dei legami reali.
Nessun algoritmo o interazione virtuale potrà mai colmare il bisogno di calore umano e di legami autentici della vita reale, incarnati, nel film, dal rapporto di amicizia tra i giocattoli “classici” e la piccola Bonnie.
Voglio, quindi, concludere l’articolo di oggi della nostra “Agorà” rivolgendo un appello agli adulti che lo leggeranno: andate insieme ai vostri figli, nipoti, figli di amici, vostri scolari, ecc. a vedere Toy Story 5.
Gli adulti, infatti, sono spesso disorientati ed impotenti nei confronti della gestione del tempo che i minori (e non solo), ed in particolare i propri figli, trascorrono dinnanzi agli schermi.
Il film della Disney – Pixar offre un importante momento di riflessione per ridefinire i confini della tecnologia nella vita (ripeto: non solo dei minori) di tutti i giorni.
Più va avanti il progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”, più, come Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, siamo convinti che l’educazione digitale e, quindi, la salute digitale non si costruiscono con i divieti fini a se stessi ma, tra le mura domestiche, attraverso l’esempio, il dialogo e la definizione di abitudini sane prima di tutto degli adulti e, quindi, dei minori (bambini o adolescenti che siano).
Dimenticavo di rivolgere ai nostri lettori, oltre all’appello di cui sopra, una domanda (ci farebbe molto piacere e sarebbe molto utile per lo studio che stiamo conducendo, ricevere le vostre risposte alla redazione della Gazzetta dell’Emilia & Dintorni, sulla pagina Facebook, il profilo Instagram ed il canale whatsapp dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”) : nelle vostre case, con i vostri figli, chi vince la sfida quotidiana tra giochi “reali” e giochi “virtuali”?
Dott.ssa Martina Ratta nominata delegata “Dalla Parte del Consumatore” San Benedetto del Tronto (AP)
Diamo il benvenuto nell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” alla dott.ssa Martina Ratta, delegata per San Benedetto del Tronto (AP).
La dott.ssa Ratta – laureata in Scienze Politiche e di Governo presso l’Università degli Studi di Milano, già assistente di cattedra in Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” di Pescara – è stata premiata, nel 2025, tra i 60 migliori under 30 d’Italia per l’impegno nel sociale da Politicamag con media partner “L’Espresso”.
Con la dott.ssa Ratta, pertanto, non solo si rafforza la presenza della nostra Associazione nelle Marche ma “Dalla Parte del Consumatore” si arricchisce di una giovane attivista dalla grande esperienza e dallo spiccato impegno nel sociale.
La nuova delegata, oltre al lavoro che è chiamata a svolgere sul territorio, è subito entrata nel gruppo di lavoro nazionale del progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”
“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: Infedeltà coniugale ed addebito della separazione
Di Emilio Graziuso, 20 giugno 2026 – Questa settimana torniamo ad occuparci di diritto di famiglia e di un tema particolarmente spinoso quale quello del rapporto tra infedeltà coniugale ed addebito della separazione.
Su tale profilo, di recente, si è registrata una nuova pronunzia giurisprudenziale del 19 maggio scorso, con la quale è stato stabilito che la violazione dell’obbligo di fedeltà non determina automaticamente l’addebito della separazione tra coniugi.
Per ottenere, infatti, il riconoscimento dell’addebito, il coniuge tradito dovrà dimostrare che il tradimento sia stato il fattore determinante del venir meno del rapporto familiare.
In altre parole, il coniuge che chiede l’addebito deve dimostrare con rigore che l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza sia stata causata dall’infedeltà.
Secondo i giudici occupatisi del caso di specie, invece, se la crisi di coppia era già in atto prima della relazione extraconiugale l’addebito non può essere pronunziato.
L’indagine processuale, quindi, dovrà riguardare il comportamento complessivo di entrambi i coniugi e, quindi, le condotte reciproche, per individuare le reali cause concrete che hanno portato alla crisi di coppia e, quindi, al processo di separazione.
I giudici chiamati a pronunziarsi sulla richiesta di addebito della separazione, non potranno, quindi, analizzare in modo isolato il comportamento di uno solo dei coniugi in una determinata circostanza quale quella del tradimento.
Essi dovranno mettere a confronto tale comportamento con quello dell’altro coniuge, al fine di comprendere quale sia stato il reale motivo della crisi di coppia e la conseguente rottura del rapporto coniugale.
In altre parole, i giudici dinnanzi ai quali sbarca il procedimento di separazione, ai fini della pronunzia dell’addebito richiesto, non potranno limitarsi ad indagare se vi sia stato o meno tradimento.
L’esame della fattispecie dovrà essere condotto ad ampio raggio sia a livello temporale (e, quindi, relativamente al rapporto di coppia prima del tradimento) che oggettivo, attraverso l’approfondimento dei vari fattori che possono aver portato alla crisi di coppia e, quindi, al tradimento.
Tornando al coniuge tradito, quest’ultimo non può limitarsi, in sede processuale, a chiedere semplicemente l’addebito adducendo quale causa giustificativa dello stesso il tradimento.
Al contrario dovrà dimostrare in concreto la relazione extraconiugale ed, inoltre, il collegamento tra tale relazione e l’irreversibilità della crisi del matrimonio.
Per una maggiore completezza espositiva è opportuno evidenziare come la violazione dei doveri coniugali, tra i quali il dovere di fedeltà, potrebbe, qualora ne ricorrano i presupposti, configurare un illecito civile, con conseguente diritto del coniuge tradito al risarcimento del danno non patrimoniale, se dal tradimento sia scaturita la lesione di diritti fondamentali della persona, quali, ad esempio, l’onore e la reputazione, la dignità, l’immagine e la salute.
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(immagine generata da AI)
“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: Philip Morris Italia s.r.l. sanzionata (7 milioni di euro) dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette.
Di Emilio Graziuso, 13 giugno 2026 – Già in passato nella nostra “Agorà” ci siamo occupati delle perplessità sollevate su più fronti in merito alla non nocività per la salute dei prodotti del tabacco senza combustione.
Oggi, pertanto, non possiamo non dare notizia ai nostri lettori di un provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato emesso nei giorni scorsi con il quale l’Antitrust – a seguito di una complessa istruttoria avviata su segnalazione del Ministero della Salute – ha irrogato una sanzione di sette milioni di euro a Philip Morris Italia s.r.l. per pratiche commerciali scorrette (https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2026/6/PS12940- ).
Secondo l’Autorità Garante i claim pubblicitari utilizzati per promuovere i prodotti del tabacco senza combustione inducono i consumatori, anche i minori, a ritenere che essi non provochino effetti nocivi per la salute o abbiano un impatto nocivo minore rispetto ad altri, quali, ad esempio, le sigarette tradizionali.
“Senza fumo”, “prodotti senza fumo”, “costruire/progettare/accelerare un futuro senza fumo”, sono alcuni dei claim utilizzati da Philip Morris Italia s.r.l. nell’ambito di una strategia di marketing adottata per promuovere la vendita dei prodotti di tabacco senza combustione, dalla stessa commercializzati.
Tali messaggi pubblicitari secondo l’Antitrust inducono i consumatori, anche minori, a ritenere erroneamente che si tratti di prodotti privi di effetti nocivi per la salute o, se non altro, meno nocivi rispetto alla sigarette tradizionali.
Nell’ambito dell’istruttoria svolta dall’Autorità Garante che, come si è detto, è stata molto complessa, è emerso che la minore o, addirittura, la non nocività dei prodotti con tabacco senza combustione non risulta dimostrata sulla base dello stato attuale delle ricerche e conoscenze scientifiche e cliniche, e, comunque, data anche la presenza di nicotina.
Cosa succede adesso?
Oltre alla sanzione irrogata, sulla base del provvedimento della Antitrust, Philip Morris Italia s.r.l. dovrà comunicare, entro sessanta giorni dalla notifica del provvedimento, le iniziative intraprese per far cessare la pratica ritenuta scorretta.
Ma all’orizzonte si profila già una battaglia legale senza esclusione di colpi.
La posta in gioco, d’altronde, è molto alta non solo per l’importo della sanzione comminata dall’Autorità Garante ma per gli interessi coinvolti.
Da un lato, infatti, troviamo gli interessi economici, dall’altro, la tutela della salute.
Da quanto si apprende da un articolo apparso su www.open.online in data 10 giugno 2026 (https://www.open.online/2026/06/10/antitrust-multa-philip-morris-italia-pubblicita-ingannevole/), la Philip Morris Italia s.r.l. ha dichiarato che la decisione della Autorità Garante è “errata e viziata sotto diversi profili, e intende tutelare la propria posizione in tutte le sedi competenti” (https://www.open.online/2026/06/10/antitrust-multa-philip-morris-italia-pubblicita-ingannevole/).
Sempre secondo Philip Morris Italia la stessa avrebbe sempre garantito “informazioni chiare sui rischi, sulla presenza di nicotina e sul divieto di vendita ed utilizzo per i minori” ed ancora “le espressioni contestate dall’Autorità sono accurate e pienamente conformi alla normativa italiana e alla Direttiva Europea di settore, che utilizza l’espressione “smokeless” (letteralmente “senza fumo”) per definire quei prodotti del tabacco che non comportano un processo di combustione, dei quali l’Italia rappresenta il primo produttore ed esportatore a livello mondiale” (https://www.open.online/2026/06/10/antitrust-multa-philip-morris-italia-pubblicita-ingannevole/).
Infine, la società afferma che “relativamente al profilo di nocività dei prodotti senza combustione rispetto alle sigarette tradizioni Philip Morris Italia ha fornito all’Autorità in fase istruttoria decine di autorevoli studi (…) tra questi, le recenti conclusioni della Food and Drug Administration statunitense, che lo scorso aprile, rinnovando l’autorizzazione alla commercializzazione di IQOS come prodotto del tabacco a rischio modificato, ha ribadito che: “Il sistema IQOS scalda e non brucia il tabacco. Questo riduce significativamente la produzione di sostanze dannose e potenzialmente dannose”(https://www.open.online/2026/06/10/antitrust-multa-philip-morris-italia-pubblicita-ingannevole/).
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(immagine generata da AI)
“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta. Nuove dipendenze: la dipendenza da intelligenza artificiale
Di Emilio Graziuso, 6 giugno 2026 – Dal mese di aprile 2026 la nostra rubrica si è più volte dedicata alla problematica della dipendenza da social, fenomeno che può essere analizzato sotto molteplici sfaccettature da quella giuridica a quella psicologica, da quella sociologica a quella antropologica, e, purtroppo, anche dalla prospettiva neuropsichiatrica quando assume caratteri patologici.
Al riguardo, come i lettori dell’ “Agorà del Diritto” hanno avuto modo di leggere, l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” (www.dallapartedelconsumatore.com) ha avviato il progetto denominato “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!” attraverso il quale, oltre ad offrire un servizio di sensibilizzazione sulla problematica nonché di informazione giuridica generale e specifica, ha attivato un punto di ascolto con una linea telefonica (375 – 6699692) esclusivamente dedicata nonché uno sportello psicologico in farmacia con la presenza di uno psicologo esperto del settore.
Tale sportello è stato avviato, come esperienza pilota, a Lanciano presso la Farmacia Marciani Magno ed è gestito dalla dott.ssa Monica Nicolucci (responsabile “Dalla Parte del Consumatore” del settore psicologico del progetto), presto, però, dato il numero crescente di contatti e di disponibilità alla collaborazione in una iniziativa di rilevante importanza sociale, altri sportelli partiranno in altre città italiane.
Al riguardo non sono pervenute all’ “Agorà” così come all’ Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” specifiche segnalazioni ma la notizia si è appresa dal sito rainews.it ed in particolare da un articolo del 18 maggio 2026 nella sezione “salute”.
In esso si apprende che a Venezia una ragazza di venti anni è stata sottoposta a terapia presso il Serd dell’Ulss 3 di Venezia per avere sviluppato, appunto, una dipendenza da intelligenza artificiale.
Molto interessanti le dichiarazioni, riportate nel detto articolo, della dott.ssa Laura Suardi, primaria del Serd veneziano: “’algoritmo, man mano che impara a conoscerti, sa dare delle risposte che corrispondono a quanto vorresti sentire, anche molto più di un tuo coetaneo, rafforzando progressivamente quella che sembra essere una relazione amicale” (https://www.rainews.it/articoli/2026/05/in-terapia-per-dipendenza-da-intelligenza-artificiale-e-la-prima-volta-in-italia-c0ca50d8-2c55-4270-acb9-7435e9b2c4ae.html).
Tale rapporto diviene problematico, ed in alcuni casi, patologico quando “Diventa un problema quando non la si sa gestire, quando diventa un unico orizzonte di riferimento” (https://www.rainews.it/articoli/2026/05/in-terapia-per-dipendenza-da-intelligenza-artificiale-e-la-prima-volta-in-italia-c0ca50d8-2c55-4270-acb9-7435e9b2c4ae.html).
Purtroppo si apprende sempre dallo stesso articolo che “Un’indagine condotta su 3.800 giovani tra gli 11 e i 25 anni in Francia, Germania, Svezia e Irlanda ha rilevato che uno su due discute con i chatbot di argomenti intimi, mentre solo il 32% sa cosa accade ai propri dati. Ricerche parallele dell’Università di Stanford hanno documentato che i sistemi di IA emotivamente immersivi, usati da soggetti vulnerabili, possono “rinforzare la ruminazione, la disregolazione emotiva e l’uso compulsivo” (https://www.rainews.it/articoli/2026/05/in-terapia-per-dipendenza-da-intelligenza-artificiale-e-la-prima-volta-in-italia-c0ca50d8-2c55-4270-acb9-7435e9b2c4ae.html).
Da quanto detto emerge un dato allarmante che letto con i dati che stanno emergendo nel progetto la dipendenza da social condotto dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” evidenziando un vero e proprio stato di assedio al quale se non si è attenti e cauti si rischia di essere sottoposti.
Rivolgiamo un invito a tutti i lettori dell’ “Agorà” di unirsi a noi in questa battaglia dalla quale nessuno, per spirito di responsabilità, può chiamarsi fuori.
(immagine generata da AI)
Lamberto Colla e Riccardo Ronchietto ricevono il primo Premio Francesca Arnaboldi. A Fidenza legalità e consumerismo
di Antonio Portolano
Il primo Premio Francesca Arnaboldi assegnato a due protagonisti dell’informazione
FIDENZA (PARMA) – Sono stati Lamberto Colla, direttore di La Gazzetta dell’Emilia & Dintorni, e Riccardo Ronchietto, editore di Radio Vetrina, i vincitori della prima edizione del Premio Francesca Arnaboldi – Icona del Consumerismo Italiano, istituito dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” per ricordare una delle figure più autorevoli del consumerismo italiano e della lotta alle mafie nel Nord Italia.
Il riconoscimento è stato assegnato venerdì 29 maggio 2026 nella suggestiva cornice del Garden Experience di Radio Vetrina a Castione Marchesi, frazione di Fidenza, durante una serata che ha intrecciato legalità, diritti dei consumatori, impegno civile e riflessioni sulle nuove fragilità sociali.
La motivazione del premio è legata all’impegno che entrambi i premiati hanno profuso negli anni per la divulgazione della cultura dei diritti e della tutela dei cittadini.
Nell’ambito delle rispettive attività professionali, infatti, sia Lamberto Colla sia Riccardo Ronchietto hanno sempre dedicato particolare attenzione ai temi della tutela dei consumatori, del consumerismo e della cittadinanza attiva.
Non è un caso che da anni La Gazzetta dell’Emilia & Dintorni ospiti la rubrica settimanale “L’Agorà del Diritto” firmata dall’avvocato brindisino Emilio Graziuso, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, mentre lo stesso Graziuso è ospite fisso, a cadenza quindicinale, della trasmissione in diretta “La Macchina del Tempo” in onda su Radio Vetrina.

Un premio per ricordare Francesca Arnaboldi
L’iniziativa è nata per rendere omaggio a Francesca Arnaboldi, scomparsa nel gennaio scorso all’età di 86 anni, figura che ha inciso profondamente sul percorso dell’associazione e sul modello di rappresentanza dei consumatori che il sodalizio sta sviluppando.
Docente, amministratrice pubblica, dirigente socialista, attivista e paladina dei consumatori, Francesca Arnaboldi è stata una delle personalità più significative nel panorama dei diritti dei consumatori e della giustizia sociale.
Eletta sindaco di Buccinasco nel 1983, in un’epoca in cui le donne alla guida delle amministrazioni comunali erano ancora pochissime, si distinse per il coraggio con cui contrastò la presenza della criminalità organizzata e delle ’ndrine nel territorio dell’hinterland milanese.
Successivamente trasferì lo stesso impegno civile nel mondo della tutela dei consumatori, sviluppando una visione innovativa e moderna del ruolo delle associazioni e della rappresentanza civica.
I messaggi di Bobo Craxi e Roberto Biscardini
La cerimonia si è aperta con la lettura dei messaggi inviati dall’onorevole Vittorio “Bobo” Craxi e dal senatore Roberto Biscardini, entrambi legati da una lunga amicizia e da un comune percorso politico con Francesca Arnaboldi.
Nel suo messaggio, Bobo Craxi ha ricordato come Francesca Arnaboldi abbia dedicato l’intera vita alla difesa dei diritti dei cittadini e dei consumatori.
«Fu amministratore esemplare e degna erede della migliore tradizione delle donne socialiste lombarde impegnate nelle battaglie di progresso per l’avanzamento dei diritti civili nel nostro Paese. Ha trasferito questa naturale vocazione nel suo lavoro a fianco dell’organizzazione che tutela i diritti dei consumatori. È stata anche in quel campo un grande esempio».
Parole altrettanto significative sono arrivate dal senatore Roberto Biscardini, che ha sottolineato come la Arnaboldi fosse già negli anni Settanta impegnata concretamente nella difesa del ruolo degli enti locali nei territori interessati da fenomeni di criminalità organizzata.
«È da quella esperienza che Francesca Arnaboldi si è impegnata più avanti, con uguale passione, nella difesa dei diritti dei consumatori dando a questa battaglia una valenza profondamente politica, democratica e di giustizia».

Dipendenza da social, il progetto entra nel vivo
La consegna del premio è stata preceduta da un ampio confronto dedicato al progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”, ideato e promosso dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i risultati delle prime attività svolte attraverso il punto di ascolto e il corner pilota attivato a Lanciano all’interno di una farmacia, dove l’associazione garantisce la presenza di una psicologa.
L’analisi delle prime segnalazioni raccolte ha consentito di approfondire il fenomeno della dipendenza da social sotto il profilo giuridico, psicologico, sociale e antropologico.
Particolare attenzione è stata riservata ai minori e agli adolescenti, che dai primi dati emersi risultano essere le categorie maggiormente esposte alle conseguenze di un utilizzo problematico delle piattaforme digitali.

Carmela Mazzarelli, dalla lotta all’illegalità alla consegna del premio
A consegnare il riconoscimento ai due vincitori è stata Carmela Mazzarelli, per molti anni al fianco di Francesca Arnaboldi nelle battaglie contro l’illegalità, le infiltrazioni mafiose e le ingiustizie sociali.
Una scelta dal forte valore simbolico.
L’impegno civile di Carmela Mazzarelli, infatti, non è stato privo di conseguenze personali.
Nel gennaio 2013 la donna fu vittima di un attentato mentre si stava recando, insieme a una giornalista, alla presentazione di un libro di Milena Gabanelli. L’automobile sulla quale viaggiavano le due donne venne affiancata da un furgone dal quale partirono alcuni colpi di arma da fuoco.
Un episodio che testimonia il prezzo che talvolta sono chiamati a pagare coloro che si impegnano attivamente nella difesa della legalità e nel contrasto alla criminalità organizzata.
Graziuso: “Francesca Arnaboldi punto di riferimento”
«Abbiamo voluto istituire il Premio Francesca Arnaboldi per ricordare una donna di grandissimo ed indiscusso spessore umano, culturale e politico, che ha trascorso tutta la propria vita a combattere le ingiustizie e le disuguaglianze sociali nonché l’illegalità», afferma l’avvocato brindisino Emilio Graziuso, presidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”.
«Per la nostra Associazione è stata un punto di riferimento fondamentale avendo contribuito attivamente alla costruzione della nostra identità e del modello associativo che stiamo sviluppando. Anche il progetto che abbiamo attivato per contrastare la dipendenza da social è in piena sintonia con le battaglie consumeristiche che la stessa ha sempre condotto, volte a tutelare nell’ambito della categoria dei consumatori, quelli maggiormente vulnerabili come minori, adolescenti, anziani, affetti da Alzheimer. Dai dati che stanno emergendo da queste prime settimane di attivazione del progetto sta emergendo che proprio i minori e gli adolescenti sono maggiormente colpiti dalla dipendenza da social».

Già programmata l’edizione 2027
L’esperienza della prima edizione ha convinto il direttivo nazionale dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” a guardare già al futuro.
Riunito il 30 maggio a Salsomaggiore Terme, il direttivo ha infatti deliberato l’organizzazione dell’edizione 2027 del Premio Francesca Arnaboldi – Icona del Consumerismo Italiano, individuandone già data e sede.
La direzione della seconda edizione è stata affidata a Carmela Mazzarelli, ulteriore riconoscimento a una figura che continua a rappresentare un punto di riferimento nelle battaglie per la legalità, la giustizia sociale e la difesa dei diritti dei cittadini.
FONTE: https://www.unogenio.it/premio-arnaboldi-a-colla-e-ronchietto/
“DIRITTI ON AIR” RADIOVETRINA 27 MAGGIO 2026
Per chi avesse perso la diretta, ecco l’appuntamento del 27 maggio 2026 con l’angolo dei diritti di Radiovetrina


