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“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: integratori, cosmetici e trasparenza nella vendita ai consumatori 

Di Emilio Graziuso 25 luglio 2026 – L’approfondimento di questa settimana della nostra “Agorà” prende spunto da una notizia apparsa, nei giorni scorsi, nel sito del Codacons Lombardia (www.codaconslombardia.it).

Da una lettura di essa, si è appreso che a detta associazione stanno pervenendo segnalazioni da parte di consumatori “relative alla vendita, presso farmacie e negozi di prodotti per il benessere, di integratori e cosmetici caratterizzati da confezioni personalizzate con il logo della singola farmacia. Secondo quanto denunciato dai consumatori, si tratterebbe in molti casi di prodotti standard, realizzati da aziende del settore e distribuiti a più punti vendita, ma presentati con una grafica tale da valorizzare in modo particolarmente evidente il marchio della farmacia” (www.codaconslombardia.it).

La vicenda è solo allo stato embrionale ed è tutta da approfondire.

Lo stesso Codacons Lombardia afferma che “presenterà una formale segnalazione ad AGCM, chiedendo di verificare se tali modalità di presentazione, confezionamento e promozione possano integrare profili di pratica commerciale scorretta o comunque idonea a generare confusione nel consumatore medio circa origine, caratteristiche, responsabilità e grado di personalizzazione dei prodotti” (www.codaconslombardia.com).

La palla, quindi, passerà all’Antitrust per i dovuti accertamenti.

Allo stato attuale, quindi, nessuna responsabilità, nessuna violazione o comportamento illegittimo è stato accertato.

C’è da seguire i risvolti che questa vicenda prenderà ma, intanto, nella nostra rubrica di oggi, vogliamo fare, insieme con i nostri lettori, una breve riflessione, senza puntare il dito contro nessuno (anche perché non ne avremmo gli strumenti avendo quale unica fonte il citato sito www.codaconslombardia.com e, non essendo, quindi, in grado di strutturare un approfondimento).

Qualora fosse confermato che la singola farmacia si sia limitata a confezionare un prodotto altrui, senza darne notizia, per quale motivo lo ha fatto?

Ci potrebbero essere violazioni degli obblighi di trasparenza e di corretta comunicazione commerciale da parte delle farmacie?

Esaminando il caso in astratto, senza alcun riferimento alla fattispecie concreta, sicuramente ci potrebbero essere molte possibilità che il consumatore, data la presentazione e la confezione, sia indotto a ritenere che il quanto proposto in vendita sia stato prodotto direttamente dalla farmacia, magari anche, attraverso studi e formulazioni specifiche che lo rendano, quindi, diverso rispetto ad altri sul mercato.

Ma se dovesse essere confermata la tesi che  così non è, si potrebbe avere una violazione dei principi fondamentali di correttezza e trasparenza.

Perché, quindi, non indicare in modo chiaro la società produttrice e chi, invece, si è limitato semplicemente a confezionarlo e venderlo al pubblico?

Se l’obiettivo è porre in essere una strategia di marketing per far circolare il logo del venditore, con conseguente ritorno di immagine a livello pubblicitario, ci sono molti altri modi, sicuramente più rispettosi dei diritti dei consumatori e, comunque, più trasparenti, che il professionista può adottare.

Una informazione chiara e trasparente, è bene ricordarlo, non è, infatti, solo una forma di tutela per il consumatore ma per l’intero mercato ed i soggetti che vi operano.

Poniamo, ad esempio, il caso che il consumatore possa avere un danno dall’assunzione del prodotto acquistato.

Se le indicazioni sul produttore e sul venditore sono chiare, il consumatore potrà individuare da subito chi sono i soggetti ai quali inoltrare la propria richiesta risarcitoria, evitando di instaurare dei contenziosi con chi, teoricamente, è estraneo alla vicenda.

E questo è solo un esempio.

Ringraziamo il Codacons Lombardia per aver puntato i fari su questa vicenda.

FONTE:https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/costume-e-societa/item/54259-%E2%80%9Cl%E2%80%99agor%C3%A0-del-diritto%E2%80%9D-%E2%80%93-una-domanda,-una-risposta-integratori,-cosmetici-e-trasparenza-nella-vendita-ai-consumatori

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