Ecco il servizio del TgR Molise che ne parla!
Grande colpo per l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” e la LIDU Abruzzo e Molise – Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo che si sono recentemente occupate di tutelare i consumatori che patiscono il cosiddetto danno da vacanza rovinata.
LIDU Abruzzo e Molise – Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo che si sono recentemente occupate di tutelare i consumatori che patiscono il cosiddetto danno da vacanza rovinata." title="Grande colpo per l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” e la LIDU Abruzzo e Molise – Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo che si sono recentemente occupate di tutelare i consumatori che patiscono il cosiddetto danno da vacanza rovinata." />
«Ryanair condannata a rimborsare i viaggiatori», nasce il “Salvagente”
Nasce il “Salvagente”. sportello per l’assistenza del turista
ABRUZZO-MOLISE. Con la stagione estiva aumentano i disservizi per il turista, il quale si imbatte in problematiche da cosiddetta “vacanza rovinata” vedendosi spesso costretto a rinunciare alla vacanza già pagata a causa di inconvenienti imputabili ai tour operator.
“Il danno da vacanza rovinata rappresenta una tipologia che non comporta necessariamente una perdita patrimoniale per il cittadino – afferma Massimo Bomba, Presidente della Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo – LIDU Abruzzo e Molise – ma, come sappiamo, costituisce anche fonte di stress e turbamento psicologico derivante dagli inadempimenti degli obblighi contrattuali dell’organizzatore”.
Per fronteggiare queste problematiche e per offrire un supporto al cittadino, nasce il “Salvagente”, uno sportello di assistenza psicologica e legale, in collaborazione con l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore.
Il “Salvagente” offre un servizio ai cittadini che si trovano a vivere la brutta esperienza della “vacanza da incubo” a causa delle cancellazioni dei voli aerei, dello smarrimento bagagli, delle sistemazioni alberghiere inadeguate, dei servizi offerti di livello inferiore rispetto a quelli stabiliti al momento dell’acquisto del pacchetto turistico.
“Negli ultimi anni – chiarisce l’avv. Emilio Graziuso Coordinatore dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” – l’attività del “Salvagente” è stata focalizzata prevalentemente sulla tutela dei turisti e dei viaggiatori con problematiche legate alla pandemia e, quindi, alle prese con rimborsi per vacanze, voli, viaggi in treno annullati. Negli ultimi mesi, stiamo assistendo ad un ritorno alle problematiche “classiche” del turismo ed in particolare alle richieste di assistenza per risarcimenti per danni da “vacanza rovinata”.
Di recente, la L.I.D.U. Abruzzo e Molise e l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” hanno ottenuto una importante vittoria, dinnanzi al Giudice di Pace, il quale ha emesso un decreto ingiuntivo nei confronti di Ryanair a seguito di un ricorso promosso da alcuni viaggiatori.
Era accaduto che, nell’autunno scorso, erano stati acquistati da una famiglia, composta da madre, padre e figlia minore, dei biglietti aerei direttamente dal sito Ryanair.
Il giorno della partenza, quando i tre erano in aeroporto pronti all’imbarco, gli stessi venivano raggiunti da una telefonata da parte dell’asilo della minore, con la quale venivano avvertiti che l’intera classe era posta in quarantena per un caso di positività Covid. Ovviamente, i tre viaggiatori non prendevano il volo e si sottoponevano alla prescritta quarantena. A nulla sono valsi i tentativi bonari volti ad ottenere la restituzione delle somme corrisposte al momento dell’acquisto dei biglietti. Di conseguenza, non restava ai consumatori altra strada che quella giudiziaria per ottenere la restituzione del danaro e, così, è stato.
“Dopo questa importante vittoria – conclude il Presidente della Lidu Abruzzo-Molise, Massimo Bomba – siamo stati contattati da numerosi cittadini che ci hanno chiesto assistenza per la delusione e lo stress subiti a causa dei disservizi, da qui è nata l’esigenza di far nascere lo sportello Salvagente”.
Fonte: Vastoweb.com
“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: Verbale di rilascio immobile locato ed indicazione dei danni riscontrati dal locatore
“Sono proprietario di un immobile locato ad uso abitativo. A luglio scadrà il contratto non essendo stato rinnovato e procederemo, quindi, con la riconsegna dell’appartamento. Se vi sono dei danni all’immobile occorre inserirli nel verbale di rilascio?”
Di Emilio Graziuso (*) 25 giugno 2022 – Il tema delle locazioni, sia ad uso abitativo che commerciale, sembra essere di grande interesse per i lettori della rubrica “L’Agorà del Diritto” i quali pongono spesso domande al riguardo.
Con particolare riferimento al quesito al quale dedichiamo l’articolo di questa settimana, il consiglio è sempre quello di verificare attentamente, al momento del rilascio dell’immobile locato, lo stato dei luoghi e, quindi, se vi sono danni allo stesso.
Qualora dovessero essere riscontrati danni è bene dare atto di tale circostanza nel verbale di rilascio e fare delle fotografie, le quali costituiscono anche una tutela per il conduttore affinché non siano ad esso addebitati eventuali peggioramenti dello stato dei luoghi.
Ovviamente, nel verbale il conduttore potrà inserire le proprie osservazioni o contestazioni al riguardo.
Nell’ipotesi nella quale il locatore non verifichi in contraddittorio con il conduttore, al momento del rilascio, le condizioni dell’immobile e degli eventuali danni cagionati allo stesso, comunque, non vi è nessuna perdita o limitazione del diritto del proprietario del bene al risarcimento del danno.
Tale principio è stato sancito in giurisprudenza sia dalla Corte di Cassazione sia da numerosi Tribunali, tra i quali, ricordiamo, per essersi occupato, di recente, della materia, il Tribunale di Modena.
Quest’ultimo ha stabilito che:
a) nessuna norma di legge impone al locatore l’onere di verificare in contraddittorio, al momento del rilascio, le condizioni del bene e, quindi, la presenza di danni;
b) la verifica in contraddittorio, nel verbale di rilascio, della presenza di eventuali danni ha lo scopo di precostituire una prova;
c) la mancata verifica di cui al precedente punto b) non comporta la perdita o la limitazione del diritto del locatore ad agire per il risarcimento dei danni eventualmente patiti.
In ogni caso, al di là di quanto sancito dalla giurisprudenza, è consigliabile, sempre, nel verbale di rilascio dell’immobile inserire l’esplicita indicazioni dei danni riscontrati dal locatore e, come si è detto, documentare gli stessi attraverso rilievi fotografici.
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(*) Avv. Emilio Graziuso – Avvocato Cassazionista e Dottore di Ricerca.
Svolge la professione forense dal 2002 occupandosi prevalentemente di diritto civile, bancario – finanziario e diritto dei consumatori.
Docente ai corsi di formazione della prestigiosa Casa Editrice Giuridica Giuffrè Francis Lefebvre ed autore per la stessa di numerose pubblicazioni e monografie.
Relatore a convegni e seminari giuridici e curatore della collana “Il diritto dei consumatori” edita dalla Key Editore.
Responsabile Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore“.
Per Informazioni e contatti scrivere a: emiliograziuso@libero.it oppure a coordinamentoconsumatori@gmail.com – Rubrica “L’Agorà del Diritto” www.gazzettadellemilia.it“
Fonte: La Gazzetta dell’Emilia
“Dalla Parte Del Consumatore” mette in campo il “Salvagente del Turista”
L’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” sempre in prima linea anche durante la stagione estiva con un servizio creato ad hoc per la tutela dei diritti dei vacanzieri spesso oggetto di incresciosi inconvenienti.
Estate, tempo di viaggi e di vacanze, ma anche terreno fertile per incorrere in spiacevoli insidie che possono mettere a repentaglio la serenità delle nostre ferie. E così, l’Associazione Nazionale “Dalla Parte Del Consumatore”, ha istituito un servizio apposito per la tutela dei diritti del cittadino, il cosiddetto “Salvagente del Turista”, in grado di offrire piena assistenza ad una categoria specifica di consumatore, qualora dovesse ritrovarsi coinvolto in rognose controversie relative alle proprie vacanze, come la cancellazione del volo o peggio ancora lo smarrimento dei bagagli.
“Il “Salvagente del Turista” è un servizio attivo, ormai, da molti anni – tiene a specificare l’avv. Emilio Graziuso – Coordinatore dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” – attraverso il quale forniamo, in modo costante, informazioni ed assistenza ai turisti capitati, loro malgrado, in vicissitudini nel corso della propria vacanza.
Originariamente il “Salvagente” era attivo solo nei mesi estivi per poi divenire permanente dato l’aumento costante di cittadini che in tutti i mesi dell’anno si sono rivolti, e si rivolgono, ad esso per segnalare disservizi, per chiedere assistenza per danni subiti o, semplicemente, per chiedere informazione sui propri diritti.
Negli ultimi due anni l’attività del “Salvagente” è stata focalizzata prevalentemente sulla tutela dei turisti e dei viaggiatori con problematiche legate alla pandemia e, quindi, alle prese con rimborsi per vacanze, voli, viaggi in treno annullati.
E proprio in questi mesi, stiamo assistendo ad un ritorno alle problematiche “classiche” del turismo ed in particolare alle richieste di assistenza per risarcimenti per danni da “vacanza rovinata”.
“La stessa Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, recentemente, – prosegue l’avv. Graziuso- ha ottenuto una importante vittoria, dinnanzi al Giudice di Pace, il quale ha emesso un decreto ingiuntivo nei confronti di Ryanair dopo la presentazione di un ricorso da parte di alcuni viaggiatori.
Nell’autunno scorso, infatti, erano stati acquistati da una famiglia, composta da madre, padre e figlia minore, dei biglietti aerei direttamente dal sito Ryanair.
Il giorno della partenza, quando i tre erano in aeroporto pronti all’imbarco, venivano raggiunti da una telefonata da parte dell’asilo della minore, con la quale venivano avvertiti che l’intera classe era posta in quarantena per un caso di positività Covid 19.
Ovviamente, i tre viaggiatori non prendevano il volo e si sottoponevano alla prescritta quarantena.
Vani risultavano i tentativi bonari volti ad ottenere la restituzione delle somme corrisposte al momento dell’acquisto dei biglietti.
Di conseguenza, non restava ai consumatori altra strada che quella giudiziaria per ottenere la restituzione del danaro e, così, è stato”.
Un importante punto di riferimento per orientarsi nel variegato e cavilloso mondo del consumerismo, dove la informazione costante e puntuale rappresenta sicuramente il miglior strumento di salvaguardia dei propri diritti.
Fonte: Gli Stati Generali
VADEMECUM “DALLA PARTE DEL CONSUMATORE” PER RICONOSCERE LE TRUFFE ON LINE E TUTELARSI DALLE STESSE
1.Nessuna Banca o Società (sia essa di gestione di carte di credito, sia essa di spedizione, ecc.) chiede, attraverso email, sms, whatsapp o telefonicamente i dati personali del cliente;
2.l’indirizzo dal quale proviene la mail fraudolenta non è quello ufficiale dell’Istituto di credito o della Società alla quale si vorrebbe attribuire e del quale viene riprodotto, spesso in modo perfetto, il logo;
3.l’oggetto della email è, spesso, generico, scritto in lingua inglese o appare come risposta ad una email precedente;
4.nella email fraudolenta, non viene, quasi mai inserito il nome e cognome del destinatario, ma sono utilizzati locuzioni standard come “Gentile cliente”, “Egr. signore” ecc.;
5.nel testo della mail sono presenti errori di ortografia e di grammatica. Ad esempio: molte parole sono privi di accenti, di lettere o sono unite con quelle successive; l’italiano, in alcuni passaggi, è poco comprensibile;
6. Anche la formattazione del testo risulta poco precisa;
7. le mail (phishing), gli sms (smishing) e le telefonate (vishing) fraudolenti, nel proprio contenuto, paventano, qualora non si inseriscano i dati richiesti, un danno economico, il blocco del conto corrente, della carta di credito o di un pacco in attesa di consegna.
In altri casi, l’inserimento dei dati è richiesto per riscuotere vincite o beneficiare di offerte irrinunciabili;
8.le email, gli sms ed i whatsapp fraudolenti contengono l’indicazione di un link di rimando ad un sito che, sebbene spesso identico o molto simile a quello della Banca o della Società per le quali i truffatori si spacciano, non è, invece, quello ufficiale. Su tale link di rimando è bene, quindi, non cliccare;
9.spesso le email pervenute dai phisher ricadono tra la posta indesiderata;
10.per evitare di cadere vittima di una truffa informatica si consiglia di:
a)non aprire e cancellare immediatamente email, sms e whatsapp sospetti;
b)non intrattenersi in conversazioni telefoniche con soggetti/istituti/enti ed in particolare con coloro che richiedano di effettuare operazioni o inserire o fornire i propri dati personali e/o i propri codici di accesso;
c)non fornire mai i propri dati personali, codici di accesso ed informazioni private;
d)qualora si è, effettivamente, clienti della Banca o della Società della quale si è ricevuto telefonate, email, sms o whatsapp sospetti, telefonare o contattare, tramite i canali ufficiali, la detta Banca o Società;
11.qualora si sia rimasti vittime di truffe on line: bloccare, immediatamente, il proprio conto corrente e la propria carta di credito, comunicare l’accaduto al proprio istituto di credito e sporgere denunzia alla Polizia Postale.
GREEN PASS E TRUFFE ONLINE
I consigli di Irene Zapparata dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”
Le modalità scelte dal Ministero della salute per rilasciare il tanto agognato Green pass possono essere soggette a falsificazioni ed essere utilizzate dai truffatori per ottenere informazioni private e dati personali dei cittadini.
Chi è già stato vaccinato riceverà infatti un’email o un sms di notifica della possibilità di scaricare la certificazione: l’email sarà inviata da “Ministero della Salute” (noreply.digitalcovidcertificate@sogei.it); invece il messaggio da “Min Salute”.
Altre comunicazioni pervenute da indirizzi diversi e fasulli costituiscono possibili tentativi di truffe online.
I canali ufficiali inoltre non richiedono mai pagamenti per poter ottenere il Green pass e non invitano mai a installare app o programmi che non siano già presenti negli store online degli smartphone o computer.
GREEN PASS: ARRIVA IL VADEMECUM “DALLA PARTE DEL CONSUMATORE”
“Mancano pochi giorni al 6 agosto 2021, data a decorrere dalla quale sarà obbligatorio per i cittadini portare con sé l’ormai famoso e tanto discusso Green Pass per potere accedere a numerose attività” – afferma la dott.ssa Irene Zapparata dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” – “Ed è proprio in vista del6 agosto 2021 che la nostra Associazione ha voluto redigere un piccolo vademecum per i cittadini”.
Il Coordinamento Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ha riscontrato che, nonostante nelle ultime settimane, si sia molto parlato del Green Pass, vi sia ancora molta confusione tra i cittadini in merito a tale nuovo strumento.
Continuano, infatti, a pervenire al Coordinamento richieste di chiarimento in merito, ad esempio, alle attività per l’accesso alle quali è richiesto il pass, le modalità per entrare in possesso dello stesso, a chi richiederlo.
“Dalle domande che quotidianamente sono poste alla nostra Associazione – conclude la dott.ssa Irene Zapparata – si è ritenuto necessario fornire al cittadino un agile strumento di informazione.
Attraverso l’informazione del cittadino, quindi, come Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, stiamo volendo dare il nostro contributo sociale alla lotta al Covid19”
VADEMECUM
1)Cosa è il Green Pass? E’ la certificazione in formato digitale e stampabile, emessa dal Ministero della Salute, che contiene un QR Code per verificarne autenticità. Essa attesta l’avvenuta vaccinazione contro il COVID 19 (in tal caso ha una validità di nove mesi), la guarigione dal virus nei sei mesi precedenti (con una validità per i sei mesi successivi) oppure l’esito negativo di un test molecolare o antigenico rapido (valido in questo caso per le 48 ore successive);
2)Per accedere a quali attività è obbligatorio essere muniti di Green Pass? Servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso; spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi; musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre; piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; sagre e fiere, convegni e congressi; centri termali, parchi tematici e di divertimento; centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione; attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò; concorsi pubblici;
3)Come si scarica il Green Pass? una volta ricevuto l’sms o l’email di conferma della disponibilità del Green Pass, con il relativo codice per il download, da parte dei mittenti ufficiali (l’email è inviata da “Ministero della Salute”, invece il messaggio da “Min Salute”), il cittadino può scaricare la certificazione tramite i canali digitali o quelli fisici;
4)Attraverso quali canali digitali si scarica il Green Pass? Se il cittadino decide di scaricare il Green Pass attraverso i canali digitali potrà farlo scegliendo la procedura tra:
a)app IMMUNI o app IO;
b)sito www.dgc.gov.it;
c)fascicolo sanitario elettronico;
5)Cosa si può fare se non si può o non si riesce a scaricare il Green Pass attraverso i canali telematici? Qualora ci dovessero essere difficoltà a scaricare il green pass attraverso i canali telematici, il cittadino potrà rivolgersi al medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta o al farmacista di fiducia, che, tramite la tessera sanitaria, potranno recuperare la certificazione;
6)E’ necessario fare attenzione a qualche aspetto in particolare? Scaricare il Green Pass è un’operazione gratuita. Pertanto, se, utilizzando i canali on line, dovesse essere richiesto il pagamento di una somma, seppur minima, o l’inserimento di dati relativi al conto corrente, carta di credito, rapporti bancari o postali, il cittadino dovrà fare molta attenzione perché potrebbe cadere vittima di una truffa informatica;
BOOM DI TRUFFE ON LINE NEL 2021
L’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” istituisce il Dipartimento “tutela del consumatore dalle truffe on line”
“Quello che emerge dal report 2021 redatto dalla Polizia Postale è un dato allarmante dal punto di vista giuridico, economico e sociale che, però, la nostra Associazione aveva ampiamente previsto”
È questo il commento dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” in merito all’aumento delle truffe on line nel 2021 rispetto al 2020.
Dal rapporto annuale della Polizia Postale (www.poliziadistato.it) si evince che nel 2021 le truffe on line sono aumentate del 27 % rispetto al 2020.
“A causa della pandemia, abbiamo assistito al passaggio da consumatore on store a consumatore on line – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Responsabile Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” – Di pari passo, è aumentato il numero di truffe on line nonché le metodologie attraverso le quali le stesse sono perpetuate. Il consumatore è, infatti, sottoposto a dei veri e propri arrembaggi, tramite phishing, smishing e visching, ai propri dati personali e, di conseguenza, al proprio conto corrente ed alla propria carta di credito”.
Per quanto riguarda, invece, i dati propri dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” rilevati attraverso le segnalazioni, richieste di informazione e di assistenza pervenute all’Associazione, rispetto all’anno 2020, esse sono aumentate del 70%.
Se raffrontato il dato 2021 con quello del 2019, l’aumento è, addirittura, pari al 100%.
Proprio per fornire il migliore servizio possibile ai consumatori ed avere un osservatorio costante sul fenomeno, l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ha istituito al proprio interno uno specifico Dipartimento dedicato alla tutela del consumatore dalle truffe on line.
Responsabile del dipartimento è stata nominata la dott.ssa Irene Zapparata.
“La nostra Associazione ritiene che la prima forma di tutela del consumatore sia l’informazione” – afferma la dott.ssa Irene Zapparata – “L’informazione assume un ruolo ancora più centrale nella difesa dalle truffe on line. Proprio per questo, siamo impegnati in una campagna informativa sui diritti dei cittadini, in modo tale che gli stessi possano evitare di andare incontro a “disavventure” dalle ricadute economiche spesso rilevanti. In tale attività di informazione abbiamo redatto un apposito vademecum che si prefigge di fornire uno strumento rapido, agile ed efficace per consentire al cittadino di individuare immediatamente una truffa informatica e non rimanere vittima della stessa”.
TRUFFE INFORMATICHE: PHISHING, SMISHING E VISHING
Il Coordinamento costituito da Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, la Confconsumatori Brindisi, Osservatorio LIDU sui fenomeni di usura, estorsione e sovraindebitamento e l’ACU Calabria è attualmente impegnato a fronteggiare un fenomeno in continuo e preoccupante aumento: le truffe informatiche.
Purtroppo ogni giorno, pervengono agli Sportelli del Coordinamento, presenti sul territorio nazionale, denunzie da parte di consumatori rimasti vittima di tali tipo di truffe e, quindi, di avere perso il proprio denaro presente su carte di credito o conto corrente.
“Complice la pandemia abbiamo assistito ad una repentina trasformazione del consumatore da consumatore on store a consumatore on line – afferma Irene Zapparata volontaria dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” che si occupa di tale tematica – Purtroppo a questa evoluzione non ha fatto seguito una adeguata evoluzione normativa del contraente debole ed al contrario si è registrata una sensibile modifica delle truffe on line le quali si sono affinate di giorno in giorno e sono divenute sempre più insidiose per il consumatore”.
Alle sedi del Coordinamento Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, come si è detto, negli ultimi mesi sono pervenute numerose segnalazioni di frodi on line e di impossessamento illecito da parte di terzi di dati personali.
Dal Coordinamento, infatti, fanno sapere che i casi maggiormente segnalati riguardano i seguenti fenomeni:
1)phishing: tentativo di appropriarsi dei dati personali, bancari o postali, di un utente al fine di poter appropriarsi o utilizzare il denaro dello stesso attraverso il conto corrente o la carta di credito.
Il phishing si perpetua attraverso una mail che perviene al consumatore, la quale all’apparenza sembra essere stata inviata da un Istituto di credito con la quale si richiede l’inserimento dei dati del cliente.
2)smishing è la variante del phishing effettuata tramite sms sul cellullare sempre con la richiesta dei dati;
3)vishing, infine, è una frode che si perpetua telefonicamente e negli ultimi mesi, sembra essere alquanto gettonata.
In tutti e tre i casi, coloro che pongono in essere questo sistema fraudolento cercano di carpire i dati personali per l’ accesso e l’utilizzo della carta di credito o del conto corrente del mal capitato ed una volta in possesso degli stessi effettuano transazioni, prelievi o pagamenti non autorizzati.
Cosa può fare in questi casi il consumatore?
Dal Coordinamento Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” fanno sapere che la prima forma di tutela del cittadino è l’informazione.
“Siamo impegnati, come volontari dell’Associazione, in una campagna di sensibilizzazione e di informazione dei cittadini su queste problematiche” afferma Irene Zapparata “affinché le stesse possano essere riconosciute in tempo ed evitate.
È bene sempre ricordare che le Banche, le società di gestione delle carte di credito, e società delle quali si è clienti non chiedono mai via mail, sms o telefonate i propri dati personali o di effettuare pagamenti pilotati.
Qualora, pertanto, si dovesse essere destinatari di tali richieste non si deve dare alcun seguito ad esse e non si deve mai fornire alcun dato”.
Qualora, il consumatore dovesse, però, essere vittima di tali forme di truffa dal Coordinamento fanno sapere che “Innanzitutto, è necessario – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Responsabile Nazionale del Coordinamento “Dalla Parte del Consumatore” – contattare il proprio Istituto di credito o la società che ha emesso e gestisce la carta di credito, disconoscere le operazioni fraudolente e bloccare il conto corrente o la carta di credito, in modo tale che i propri dati non possano essere nuovamente utilizzati.
L’utente dovrà, poi, sporgere denunzia presso la Polizia Postale in merito all’accaduto e dovrà inoltrare alla propria Banca o alla società di gestione della carta di credito una diffida con la richiesta di rimborso delle somme delle quali è stato fraudolentemente privato. A tale diffida deve essere allegata la denunzia presentata alla Polizia Postale.
Qualora il destinatario della diffida dovesse declinare ogni responsabilità e rifiutarsi di rimborsare le somme richieste, allora il passaggio successivo sarà quello di promuovere, ove ne ricorrano gli estremi, una azione giudiziale, la quale dovrà essere preceduta dal tentativo obbligatorio di mediazione finalizzata alla conciliazione oppure dalla procedura dinnanzi all’Arbitro Bancario Finanziario.
Quest’ultimo si è più volte, di recente, espresso in favore del consumatore affermando che grava sulla Banca o sulla società di gestione della carta di credito dimostrare di avere adottato un sistema adeguatamente protetto di autenticazione con conseguente declaratoria della sussistenza di colpa grave in capo al professionista qualificato e conseguente diritto al rimborso/risarcimento del danno a favore del consumatore”.
SEGNALATE NUOVE VARIANTI DI TRUFFE ONLINE
L’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” mette in guardia da nuove mail di phishing
Il 2022 inizia con segnalazioni di nuove e diverse tipologie di truffe online, cui i truffatori ricorrono per sottrarre ai cittadini dati personali, bancari e postali.
“Sono ormai diverse le richieste di aiuto che sono pervenute all’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” da parte di utenti incappati in nuovi tentativi di phishing” afferma l’avvocato Emilio Graziuso, responsabile dell’associazione.
L’avvocato spiega che i cittadini, in alcuni casi, hanno ricevuto false comunicazioni di avvisi relativi al proprio Green Pass, con cui i mittenti (in apparenza le e-mail sembravano inviate dal Ministero della Salute) invitavano i destinatari a cliccare su link fasulli per effettuare eventuali controlli.
In altri casi, invece, le e-mail contenevano falsi atti di citazione da parte dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza e dal Commissariato P.S. Online che inducevano i cittadini a contattare i truffatori per fornire giustificazioni ed effettuare pagamenti.
Come afferma la dottoressa Irene Zapparata, responsabile del dipartimento dell’associazione dedicato alla tutela del consumatore dalle truffe online, le metodologie con cui i truffatori cercano di carpire dati personali agli utenti del web sono sempre più specializzate nell’ingannare potenziali vittime con tranelli sempre più verosimili e al passo con i tempi.
“A tal riguardo – sostiene la dottoressa – l’associazione è impegnata in una campagna informativa che metta in guardia i consumatori da fenomeni di questo tipo: l’informazione è, infatti, la prima forma di tutela. Proprio per questo abbiamo redatto un apposito vademecum che vuole essere un valido strumento utile ai cittadini per individuare le truffe informatiche e non rimanerne vittime”.


