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Segnalate nuove varianti di truffe online

l’Associazione Nazionale “Dalla Parte Del Consumatore” pronta a prestare soccorso ai cittadini vittime di crimini informatici

Sono tantissime in questo primo mese dell’anno le segnalazioni di nuovi e diversi tipi  di truffe online, per sottrarre ai cittadini dati personali, bancari e postali.
“Sono ormai numerosissime le richieste di aiuto che sono pervenute nel mese di gennaio all’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” da parte di utenti rimasti vittime di
nuove tipologie di phishing”, afferma l’avv. Emilio Graziuso, responsabile dell’Associazione.
Proprio i cittadini, spesso e volentieri hanno ricevuto false comunicazioni su avvisi relativi al proprio Green Pass, con cui  i mittenti, utilizzando falsi domini riferibili, apparentemente, al Ministero della Salute, invitano i


Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza e dal Commissariato P.S. Online che inducono i cittadini a contattare i truffatori per fornire giustificazioni ed effettuare pagamenti.
Secondo quanto sostiene  la dott.ssa Irene Zapparata, responsabile del dipartimento dell’Associazione
Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, dedicato alla tutela del consumatore dalle truffe
online, “Le metodologie con cui i truffatori cercano di carpire dati personali agli utenti del web sono
sempre più specializzate nell’ingannare potenziali vittime con tranelli sempre più verosimili e al
passo con i tempi.

A tal riguardo, l’Associazione è impegnata in una campagna informativa per mettere in guardia i consumatori da fenomeni di questo tipo: l’informazione è, infatti, la prima forma di tutela. Proprio per questo abbiamo redatto un apposito vademecum che vuole essere un valido strumento utile ai cittadini per individuare le truffe informatiche e non rimanerne vittime, i quali stanno mostrando una sempre maggiore attenzione e cautela, frutto anche dell’attività di informazione e sensibilizzazione costante realizzata dalla nostra Associazione.

Siamo, inoltre, particolarmente soddisfatti del fatto che i cittadini, anche quando non sono rimasti
vittime di tale tipologia di truffe, comunque, in molti casi, stanno segnalando all’Associazione
Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” le email sospette agli stessi pervenuti o delle quali
hanno avuto notizia.

Questo comportamento di collaborazione attiva dei cittadini con l’Associazione, ci permette di analizzare in tempi reali i nuovi tentativi di phishing”.

Non v’è dubbio quindi che tracciando un bilancio dopo il primo mese in cui è sorto il dipartimento della suddetta Associazione per soccorrere i cittadini caduti nella pericolosa rete delle truffe online,  il binomio informazione e denuncia degli illeciti subiti, rappresenta un viatico incoraggiante e di pregevole importanza che “Dalla Parte Del Consumatore” ,coordinato dalla competenza dei professionisti che lo animano è intenzionata a continuare a porre in essere, migliorandolo dove possibile,  sempre al fianco dei diritti del Consumatore.

Fonte: Gli Stati Generali

Bari: Segnalate nuove varianti di Truffe Online

L’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” mette in guardia da nuove mail di phishing

Il 2022 è iniziato con segnalazioni di nuove e diverse tipologie di truffe online, alle quali i truffatori ricorrono per sottrarre ai cittadini dati personali, bancari e postali.

“Sono ormai numerosissime le richieste di aiuto che sono pervenute nel mese di gennaio  all’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” da parte di utenti rimasti vittime di nuove tipologie di phishing” afferma l’avv. Emilio Graziuso, responsabile dell’Associazione.

Dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” fanno sapere, infatti, che i cittadini, in alcuni casi, hanno ricevuto false comunicazioni di avvisi relativi al proprio Green Pass, con le quali i mittenti (in apparenza le e-mail sembrano inviate dal Ministero della Salute) invitano i destinatari a cliccare su link fasulli per effettuare eventuali controlli.

In altri casi, invece, le e-mail contengono falsi atti di citazione da parte dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza e dal Commissariato P.S. Online che inducono i cittadini a contattare i truffatori per fornire giustificazioni ed effettuare pagamenti.

Come afferma la dott.ssa Irene Zapparata, responsabile del dipartimento dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” dedicato alla tutela del consumatore dalle truffe online, le metodologie con cui i truffatori cercano di carpire dati personali agli utenti del web sono sempre più specializzate nell’ingannare potenziali vittime con tranelli sempre più verosimili e al passo con i tempi.

“A tal riguardo – sostiene la dott.ssa Irene Zapparata – l’associazione è impegnata in una campagna informativa per mettere in guardia i consumatori da fenomeni di questo tipo: l’informazione è, infatti, la prima forma di tutela. Proprio per questo abbiamo redatto un apposito vademecum che vuole essere un valido strumento utile ai cittadini per individuare le truffe informatiche e non rimanerne vittime”.

L’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” fa, quindi, un bilancio del primo mese di attività del proprio dipartimento interno dedicato al contrasto delle truffe informatiche.

“Siamo stati quotidianamente impegnati nel monitoraggio delle varie tipologie di truffe informatiche e nella raccolta e catalogazione delle segnalazioni pervenute dai cittadini – dichiara la dott.ssa Zapparata – i quali stanno mostrando una sempre maggiore attenzione e cautela, frutto anche dell’attività di informazione e sensibilizzazione costante realizzata dalla nostra Associazione.

Siamo, inoltre, particolarmente soddisfatti del fatto che i cittadini, anche quando non sono rimasti vittime di tale tipologia di truffe, comunque, in molti casi, stanno segnalando all’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” le email sospette agli stessi pervenuti o delle quali hanno avuto notizia.

Questo comportamento di collaborazione attiva dei cittadini con l’Associazione, ci permette di analizzare in tempi reali i nuovi tentativi di phishing”

Per maggiori informazioni: tel. 347 – 0628721; email coordinamentoconsumatori@gmail.com; Pagina FB Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”

Fonte: Idearadio

Truffe on line: l’impegno dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”

“Quello che emerge dal report 2021 redatto dalla Polizia Postale è un dato allarmante dal punto di vista giuridico, economico e sociale che, però, la nostra Associazione aveva ampiamente previsto”
È questo il commento dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” in merito all’aumento delle truffe on line nel 2021 rispetto al 2020.

Dal rapporto annuale della Polizia Postale (www.poliziadistato.it) si evince che nel 2021 le truffe on line sono aumentate del 27 % rispetto al 2020.
“A causa della pandemia, abbiamo assistito al passaggio da consumatore on store a consumatore on line – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Responsabile Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” – Di pari passo, è aumentato il numero di truffe on line nonché le metodologie attraverso le quali le stesse sono perpetuate. Il consumatore è, infatti, sottoposto a dei veri e propri arrembaggi, tramite phishing, smishing e visching, ai propri dati personali e, di conseguenza, al proprio conto corrente ed alla propria carta di credito”.
Per quanto riguarda, invece, i dati propri dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” rilevati attraverso le segnalazioni, richieste di informazione e di assistenza pervenute all’Associazione, rispetto all’anno 2020, esse sono aumentate del 70%.
Se raffrontato il dato 2021 con quello del 2019, l’aumento è, addirittura, pari al 100%.
Proprio per fornire il migliore servizio possibile ai consumatori ed avere un osservatorio costante sul fenomeno, l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ha istituito al proprio interno uno specifico Dipartimento dedicato alla tutela del consumatore dalle truffe on line.

Responsabile del dipartimento è stata nominata la dott.ssa Irene Zapparata.
“La nostra Associazione ritiene che la prima forma di tutela del consumatore sia l’informazione” – afferma la dott.ssa Irene Zapparata – “L’informazione assume un ruolo ancora più centrale nella difesa dalle truffe on line. Proprio per questo, siamo impegnati in una campagna informativa sui diritti dei cittadini, in modo tale che gli stessi possano evitare di andare incontro a “disavventure” dalle ricadute economiche spesso rilevanti. In tale attività di informazione abbiamo redatto un apposito vademecum che si prefigge di fornire uno strumento rapido, agile ed efficace per consentire al cittadino di individuare immediatamente una truffa informatica e non rimanere vittima della stessa”.

Il 2022 è iniziato con segnalazioni di nuove e diverse tipologie di truffe online, alle quali i truffatori ricorrono per sottrarre ai cittadini dati personali, bancari e postali.
“Sono ormai numerosissime le richieste di aiuto che sono pervenute nel mese di gennaio all’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” da parte di utenti rimasti vittime di nuove tipologie di phishing” afferma l’avv. Emilio Graziuso, responsabile dell’Associazione.

Dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” fanno sapere, infatti, che i cittadini, in alcuni casi, hanno ricevuto false comunicazioni di avvisi relativi al proprio Green Pass, con le quali i mittenti (in apparenza le e-mail sembrano inviate dal Ministero della Salute) invitano i destinatari a cliccare su link fasulli per effettuare eventuali controlli.
In altri casi, invece, le e-mail contengono falsi atti di citazione da parte dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza e dal Commissariato P.S. Online che inducono i cittadini a contattare i truffatori per fornire giustificazioni ed effettuare pagamenti.
Come afferma la dott.ssa Irene Zapparata, responsabile del dipartimento dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” dedicato alla tutela del consumatore dalle truffe online, le metodologie con cui i truffatori cercano di carpire dati personali agli utenti del web sono sempre più specializzate nell’ingannare potenziali vittime con tranelli sempre più verosimili e al passo con i tempi.
“A tal riguardo – sostiene la dott.ssa Irene Zapparata – l’associazione è impegnata in una campagna informativa per mettere in guardia i consumatori da fenomeni di questo tipo: l’informazione è, infatti, la prima forma di tutela. Proprio per questo abbiamo redatto un apposito vademecum che vuole essere un valido strumento utile ai cittadini per individuare le truffe informatiche e non rimanerne vittime”.
L’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” fa, quindi, un bilancio del primo mese di attività del proprio dipartimento interno dedicato al contrasto delle truffe informatiche.
“Siamo stati quotidianamente impegnati nel monitoraggio delle varie tipologie di truffe informatiche e nella raccolta e catalogazione delle segnalazioni pervenute dai cittadini – dichiara la dott.ssa Zapparata – i quali stanno mostrando una sempre maggiore attenzione e cautela, frutto anche dell’attività di informazione e sensibilizzazione costante realizzata dalla nostra Associazione.
Siamo, inoltre, particolarmente soddisfatti del fatto che i cittadini, anche quando non sono rimasti vittime di tale tipologia di truffe, comunque, in molti casi, stanno segnalando all’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” le email sospette agli stessi pervenuti o delle quali hanno avuto notizia.
Questo comportamento di collaborazione attiva dei cittadini con l’Associazione, ci permette di analizzare in tempi reali i nuovi tentativi di phishing”
Per maggiori informazioni: tel. 347 – 0628721; email coordinamentoconsumatori@gmail.com; Pagina FB Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”

Fonte: Brundisium.net

Truffe online, a Stazzano il primo sportello “Dalla parte del consumatore”

Tra 2020 e 2021 le truffe online sono aumentate del 27 per cento, anche a causa del maggiore utilizzo di internet durante il lockdown.

STAZZANO — «Quello che emerge dal report 2021 redatto dalla Polizia Postale è un dato allarmante dal punto di vista giuridico, economico e sociale che, però, la nostra associazione aveva ampiamente previsto». È questo il commento dell’associazione “Dalla parte del consumatore” – che ha una sede anche a Stazzano – in merito all’aumento delle truffe on line nel 2021 rispetto al 2020.

Dal rapporto annuale della Polizia Postale si evince che nel 2021 le truffe on line sono aumentate del 27 per cento rispetto al 2020. «A causa della pandemia, abbiamo assistito al passaggio da consumatore on store a consumatore on line – afferma Emilio Graziuso, responsabile nazionale dell’associazione – Di pari passo, è aumentato il numero di truffe on line nonché le metodologie attraverso le quali le stesse sono perpetuate. Il consumatore è, infatti, sottoposto a dei veri e propri arrembaggi, tramite phishing, smishing e visching, ai propri dati personali e, di conseguenza, al proprio conto corrente ed alla propria carta di credito».

Proprio per fornire il migliore servizio possibile ai consumatori e avere un osservatorio costante sul fenomeno, l’associazione “Dalla parte del consumatore” ha istituito al proprio interno uno specifico dipartimento dedicato alla tutela del consumatore dalle truffe on line. Responsabile del dipartimento è stata nominata Irene Zapparata, di Stazzano, giovane laureata in Giurisprudenza.

«La nostra associazione ritiene che la prima forma di tutela del consumatore sia l’informazione – afferma Irene Zapparata – L’informazione assume un ruolo ancora più centrale nella difesa dalle truffe on line. Proprio per questo, siamo impegnati in una campagna informativa sui diritti dei cittadini, in modo tale che gli stessi possano evitare di andare incontro a “disavventure” dalle ricadute economiche spesso rilevanti. In tale attività di informazione abbiamo redatto un apposito vademecum che si prefigge di fornire uno strumento rapido, agile ed efficace per consentire al cittadino di individuare immediatamente una truffa informatica e non rimanere vittima della stessa».

Fonte: Il Piccolo.net

Boom di truffe on line, ecco come riconoscerle. “Dalla Parte del Consumatore” apre uno sportello

“Quello che emerge dal report 2021 redatto dalla Polizia Postale  è un dato allarmante dal punto di vista giuridico, economico e sociale che, però, la nostra Associazione aveva ampiamente previsto”.  È  il commento dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” in merito all’aumento delle truffe on line nel 2021 rispetto al 2020.

Dal rapporto annuale della Polizia Postale (www.poliziadistato.itsi evince che nel 2021 le truffe on line sono aumentate del 27 % rispetto al 2020.  “A causa della pandemia, abbiamo assistito al passaggio da consumatore on store a consumatore on line – afferma Emilio Graziuso, responsabile dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” –. Di pari passo, è aumentato il numero di truffe on line nonché le metodologie attraverso le quali le stesse sono perpetuate.  Il consumatore è, infatti, sottoposto a dei veri e propri arrembaggi, tramite phishing, smishing e visching,  ai propri dati personali e, di conseguenza, al proprio conto corrente ed alla propria carta di credito”.

Per quanto riguarda, invece, i dati propri dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” rilevati attraverso le segnalazioni, richieste di informazione e di assistenza pervenute all’Associazione, rispetto all’anno 2020, esse sono aumentate del 70%.

Se raffrontato il dato 2021 con quello del 2019, l’aumento è, addirittura, pari al 100%.

Proprio per fornire il migliore servizio possibile ai consumatori ed avere un osservatorio costante sul fenomeno, l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ha istituito al proprio interno uno specifico Dipartimento dedicato alla tutela del consumatore dalle truffe on lineResponsabile del dipartimento è stata nominata Irene Zapparata.

 “La nostra Associazione ritiene che la prima forma di tutela del consumatore sia l’informazione – afferma Irene Zapparata –. L’informazione assume un ruolo ancora più centrale nella difesa dalle truffe on line. Proprio per questo, siamo impegnati in una campagna informativa sui diritti dei cittadini, in modo tale che gli stessi possano evitare di andare incontro a “disavventure” dalle ricadute economiche spesso rilevanti. In tale attività di informazione abbiamo redatto un apposito vademecum che si prefigge di fornire uno strumento rapido, agile ed efficace per consentire al cittadino di individuare immediatamente una truffa informatica e non rimanere vittima della stessa”.

Frodi via web, come difendersi. Il vademecum di Dalla parte del consumatore

  1. Nessuna Banca o Società (sia essa di gestione di carte di credito, sia essa di spedizione, ecc.) chiede, attraverso email, sms, whatsapp o telefonicamente i dati personali del cliente
  2. L’indirizzo dal quale proviene la mail fraudolenta non è quello ufficiale dell’Istituto di credito o della Società alla quale si vorrebbe attribuire e del quale viene riprodotto, spesso in modo perfetto, il logo
  3. L’oggetto della email è, spesso, generico, scritto in lingua inglese o appare come risposta ad una email precedente
  4. Nella email fraudolenta, non viene, quasi mai inserito il nome e cognome del destinatario, ma sono utilizzati locuzioni standard come “Gentile cliente”, “Egr. signore”
  5. Nel testo della mail sono presenti errori di ortografia e di grammatica. Ad esempio: molte parole sono privi di accenti, di lettere o sono unite con quelle successive; l’italiano, in alcuni passaggi, è poco comprensibile
  6. Anche la formattazione del testo risulta poco precisa
  7. Le mail (phishing), gli sms (smishing) e le telefonate (vishing) fraudolenti, nel proprio contenuto, paventano, qualora non si inseriscano i dati richiesti, un danno economico, il blocco del conto corrente, della carta di credito o di un pacco in attesa di consegna. In altri casi, l’inserimento dei dati è richiesto per riscuotere vincite o beneficiare di offerte irrinunciabili
  8. Le email, gli sms ed i whatsapp fraudolenti contengono l’indicazione di un link di rimando ad un sito che, sebbene spesso identico o molto simile a quello della Banca o della Società per le quali i truffatori si spacciano, non è, invece, quello ufficiale. Su tale link di rimando è bene, quindi, non cliccare
  9. Spesso le email pervenute dai phisher ricadono tra la posta indesiderata
  10. Per evitare di cadere vittima di una truffa informatica si consiglia di:
    a)non aprire e cancellare immediatamente email, sms e whatsapp sospetti
    b)non intrattenersi in conversazioni telefoniche con soggetti/istituti/enti ed in particolare con coloro che richiedano di effettuare operazioni o inserire o fornire i propri dati personali e/o i propri codici di accesso
    c)non fornire mai i propri dati personali, codici di accesso ed informazioni private
    d)qualora si è, effettivamente, clienti della Banca o della Società della quale si è ricevuto telefonate, email, sms o whatsapp sospetti, telefonare o contattare, tramite i canali ufficiali, la detta Banca o Società
  11. Qualora si sia rimasti vittime di truffe on line: bloccare, immediatamente, il proprio conto corrente e la propria carta di credito, comunicare l’accaduto al proprio istituto di credito e sporgere denunzia alla Polizia Postale.

Fonte: ildenaro.it

“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: in cosa consiste e come funzione il bonus genitori separati, divorziati o ex conviventi

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“L’Agorà del Diritto” è questo il titolo della rubrica che, a partire dallo scorso mese di aprile, accompagna i nostri lettori. Il titolo non è casuale ma rispecchia gli obiettivi che questo spazio redazionale si prefigge, primo fra tutti quello di informare i cittadini sui i propri diritti. In questo 35esimo appuntamento l’avvocato entra nelle pieghe del “cosiddetto Bonus Genitori Separati”.

Di Emilio Graziuso (*) 19 dicembre 2021 – Tra i tanti bonus ed incentivi messi a disposizione dei cittadini ed imprenditori dall’inizio della pandemia ad oggi, uno di essi, sebbene di importanza nevralgica e di forte impatto sociale, ha avuto una gestazione più travagliata degli altri ed ha visto la luce solo di recente.

Stiamo parlando del bonus per genitori separati e divorziati che, per problemi di natura lavorativa, loro malgrado, non riescano a rispettare l’obbligo di mantenimento dei figli.

Del bonus in favore di genitori separati o divorziati si è cominciato a parlare per la prima volta durante i lavori per la  conversione in legge del decreto “sostegni”.

Ma dobbiamo attendere la recente conversione in legge del decreto fiscale perché il bonus in questioni diventi legge.

Si tratta, quindi, di attendere le norme di dettaglio affinché coloro che ne abbiano i requisiti possano presentare una apposita domanda per usufruire di tale beneficio economico, la cui finalità è quella di garantire la continuità di erogazione dell’assegno di mantenimento ai figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave.

Vediamo insieme alcuni aspetti fondamentali del bonus in questione.

Una prima domanda da porsi è da chi possa essere richiesto.

L’istanza deve essere formulata dal genitore “o coniuge o convivente” che non riesca a versare, in tutto o in parte, l’assegno di mantenimento per il/i proprio/i figlio/i all’altro genitore con esso/i convivente.

In buona sostanza, il genitore sul quale grava l’obbligo di mantenere il proprio figlio deve trovarsi egli stesso in difficoltà economica ad assolvere a detto obbligo.

Nella norma in esame si parla di genitore o coniuge o convivente tenuto al mantenimento.

L’utilizzo della locuzione “o coniuge o convivente” estende, rispetto al testo precedente non entrato in vigore, la possibilità di percepire il bonus anche qualora i due genitori non siano mai stati sposati.

Ma tutte le situazioni di difficoltà economica legittimano l’erogazione del bonus?

Al riguardo la risposta è negativa.

Innanzitutto, la difficoltà economica deve derivare dalla pandemia Covid – 19.

Essa, inoltre, deve consistere nella cessazione, riduzione o sospensione dell’attività lavorativa  avente durata minima di 90 giorni, a partire dall’8 marzo 2020, oppure aver comportato una riduzione del reddito almeno del 30% rispetto a quello del 2019.

Quale dovrebbe essere l’importo del bonus?

È prevista una misura massima mensile di € 800,00.

Tale misura sarà erogata sulla base dei singoli casi di specie.

Se, ad esempio, l’assegno di mantenimento dovesse essere pari ad € 500,00 ed il genitore obbligato alla corresponsione si trovi nella possibilità di corrispondere la sola somma di € 150,00, il bonus erogato potrebbe essere massimo di € 350,00.

In tal caso, il bonus avrebbe una funzione integrativa rispetto alla somma corrisposta dall’obbligato.

Così come se il genitore obbligato alla corresponsione dell’assegno dovesse trovarsi nell’impossibilità di corrispondere importo alcuno, il bonus, sulla base del precedente esempio, potrebbe essere di € 500,00.

In tale ipotesi, la misura erogata dallo stato avrebbe una funzione sostitutiva.

In entrambi i casi (funzione integrativa o sostitutiva) il bonus trova la propria ratio nel garantire la regolare continuità dell’erogazione dell’assegno di mantenimento.

Allo stato attuale, però, non è ancora stato previsto il numero di mesi per i quali si potrà beneficiare di tale erogazione.

Tale aspetto sarà stabilito dal provvedimento adottato (entro 60 giorni dall’entrata in vigore del collegato fiscale alla manovra di bilancio) dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per le pari opportunità e la famiglia di concerto con il Ministro dell’economica e delle finanze nonché del Ministro della giustizia.

Il bonus genitori separati o divorziati non deve essere confuso con l’assegno unico universale, che debutterà, anche esso, nel 2022, ma si andrà ad affiancare ad esso.

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Autore (*)

“Avv. Emilio Graziuso – Avvocato Cassazionista e Dottore di Ricerca.

Svolge la professione forense dal  2002 occupandosi prevalentemente di diritto civile, bancario – finanziario e diritto dei consumatori.

Docente ai corsi di formazione della prestigiosa Casa Editrice Giuridica Giuffrè Francis Lefebvre ed autore per la stessa di numerose pubblicazioni e monografie.

Relatore a convegni e seminari giuridici e curatore della collana “Il diritto dei consumatori” edita dalla Key Editore.

Responsabile nazionale del Coordinamento “Dalla Parte del Consumatore”

Per informazioni e contatti scrivere a: emiliograziuso@libero.it oppure a a coordinamentoconsumatori@gmail.com – Rubrica “L’Agorà del Diritto”  www.Gazzettadellemilia.it

Fonte: La Gazzetta dell’Emilia

“Il ddl concorrenza sotto giudizio”: webbinar della Federazione dei giovani socialisti-FGS nuova tappa di “Diritti in tour” dalla parte del consumatore

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“Il ddl concorrenza sotto giudizio” è questo il titolo dell’incontro organizzato dalla Federazione dei Giovani Socialisti – FGS che si svolgerà sul Canale Discord “La Comune”  lunedì  29 novembre 2021 alle ore 21,00.

Il webinar in diretta, al quale ci si potrà collegare attraverso il link https://discord.gg/D36PZNq, si propone di affrontare una tematica quanto mai attuale e dibattuta da un punto di vista giuridico, economico e sociale, quale quella della concorrenza.

Al webinar parteciperà, in qualità di relatore, l’avvocato cassazionista Emilio Graziuso, dottore di ricerca e responsabile nazionale del Coordinamento “Dalla Parte del Consumatore”, il quale analizzerà nel dettaglio  il recentissimo ddl concorrenza.

“Si è molto parlato del  Ddl concorrenza ultimamente – afferma il dott. Enrico Maria Pedrelli – Segretario Nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti – la polemica sulle concessioni, sulle municipalizzate, su quella che qualcuno chiama la “privatizzazione” dei servizi pubblici locali. Abbiamo voluto organizzare questo incontro perché come Giovani Socialisti, quando si parla di concorrenza, monopoli, e lotta al corporativismo, vogliamo vederci chiaro ed approfondire da un punto di vista tecnico la questione e le sue ricadute sui cittadini”.

“L’incontro – afferma l’avv. Emilio Graziuso – costituisce una nuova tappa di “Diritti in Tour”, il ciclo di incontri che dal 2016, dal vivo ed on line, ci vedono impegnati, come Coordinamento “Dalla Parte del Consumatore” in giro per l’Italia, per approfondire e discutere delle problematiche giuridiche più rilevanti ed attuali.

La concorrenza è un tema fondamentale per l’economia del nostro Paese, in generale, e per il consumatore, in particolare. Per questo motivo speriamo che il webinar possa costituire una occasione di confronto e dibattito costruttivo dal quale far scaturire idee da tradurre in azioni concrete”.

Fonte: Oraquadra

“L’Agorà del Diritto” – Superbonus 110%, delibera condominiale ed unanimità se dai lavori viene modificato l’aspetto estetico del fabbricato

Nel 28esimo capitolo della collana di articoli firmati dall’avvocato Emilio Graziuso, viene affrontato il problema delle delibere condominiali nel caso di adesione al Superbonus 110%.

“L’Agorà del Diritto” è questo il titolo della rubrica che, a partire dallo scorso mese di aprile, accompagna i nostri lettori.

Il titolo non è casuale ma rispecchia gli obiettivi che questo spazio redazionale si prefigge, primo fra tutti quello di informare i cittadini sui i propri diritti.

“L’Agorà del Diritto”, però, non è solo questo.

Di Emilio Graziuso (*) 30 ottobre 2021 – È indubbiamente uno degli argomenti del momento e non potevamo non parlarne con i lettori della nostra “Agorà”.

Il riferimento è al c.d.  superbonus 110%, tema caldo che ormai tiene banco dalle semplici chiacchierate al bar alle assemblee condominiali e che coinvolge famiglie, condomini, imprese e professionisti che, sotto profili diversi, personali o professionali, affrontano tale tematica.

Fare una panoramica generale del mondo superbonus 110% è compito arduo in quanto, giorno dopo giorno, esso assume contorni sempre più ampi.

Prendendo spunto da un provvedimento del Tribunale di Milano emanato nei giorni scorsi, ci soffermeremo su un aspetto particolare della materia.

Questo in sintesi il caso sbarcato dinnanzi al Giudice meneghino: assemblea condominiale, approvazione a maggioranza dei seguenti lavori (al fine di far rientrare gli stessi nel c.d. superbonus 110%):

a)installazione di un cappotto termico con rimozione del klinker originario che rivestiva le facciate con grès porcellanato;

b)modifica dei colori della facciata condominiale;

c)aggiunta, rispetto al prospetto originario, di una fascia verticale in corrispondenza di ciascun balcone;

d)installazione di un impianto centralizzato di acqua sanitaria.

L’adozione a maggioranza di una delibera concernente lavori di modifica sensibile dello stato dei luoghi non è stata accettata di buon grado da alcuni condomini, i quali hanno, così, deciso di agire legalmente.

Più in particolare, i condomini hanno portato dinnanzi all’Autorità Giudiziaria la seguente questione: nullità della delibera, assunta a maggioranza e non all’unanimità dei condomini, concernente lavori che alterano lo stato di fatto degli edifici, essendo la soluzione tecnica approvata dall’assemblea difforme per colori, materiali ed introduzione di nuovi elementi architettonici.

Dopo un complesso iter processuale (ricorso cautelare, rigetto dello stesso e successivo reclamo), il Tribunale di Milano ha accolto le istanze dei condomini stabilendo che la delibera, per essere valida, necessitava dell’unanimità e non della maggioranza dei condomini.

Secondo il Tribunale di Milano, alla luce degli interventi tecnici deliberati, l’aspetto estetico delle facciate condominiali subirebbe una lesione del proprio decoro architettonico.

Al riguardo, basti pensare, secondo il Giudice meneghino che «la sola sostituzione del klinker, che costituisce una caratteristica di molti fabbricati a Milano tipica di una precisa epoca storica, e che imprime un peculiare tratto distintivo agli edifici, ne implica la totale alterazione sotto il profilo estetico».

In virtù di tali considerazioni di natura tecnica, quindi, trattandosi nel caso di specie di innovazioni lesive del decoro architettonico, per la validità della delibera è necessario il consenso unanime di tutti i condomini.

Il Tribunale di Milano ha, inoltre, ravvisato nel caso di specie il pericolo di un grave danno che i condomini potrebbero subire a causa di una delibera nulla.

Qualora, infatti, nelle more del processo di merito (il provvedimento che stiamo esaminando, come si è detto, riguarda la fase cautelare e, quindi, di urgenza) i lavori deliberati dovessero avere inizio e, successivamente, la delibera condominiale venisse annullata per intervento del giudice, cosa accadrebbe?

I condomini patirebbero un notevole pregiudizio economico per impossibilità d fruire dei benefici fiscali riconosciuti dalla legge (c.d. superbonus 110%) e responsbilità per le obbligazioni pecuniarie maturate in favore degli esecutori dei lavori.

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Autore (*)

“Avv. Emilio Graziuso – Avvocato Cassazionista e Dottore di Ricerca.

Svolge la professione forense dal  2002 occupandosi prevalentemente di diritto civile, bancario – finanziario e diritto dei consumatori.

Docente ai corsi di formazione della prestigiosa Casa Editrice Giuridica Giuffrè Francis Lefebvre ed autore per la stessa di numerose pubblicazioni e monografie.

Relatore a convegni e seminari giuridici e curatore della collana “Il diritto dei consumatori” edita dalla Key Editore.

Responsabile nazionale del Coordinamento “Dalla Parte del Consumatore

Per Informazioni e contatti scrivere aemiliograziuso@libero.it oppure a coordinamentoconsumatori@gmail.com – Rubrica “L’Agorà del Diritto” www.Gazzettadellemilia.it

Fonte: La Gazzetta dell’Emilia