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“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: Shein, Antitrust e greenwashing

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Di Emilio Graziuso 6 settembre 2025 – Nel mese di agosto, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM o Antitrust) ha irrogato una sanzione di un milione di euro a Infinite Styles Service Co.Ltd.

Detta società è, probabilmente, sconosciuta ai più ma è quella che in Europa gestisce i siti di compravendita dei prodotti Shein, noto marchio di “fast” e “super fast” fashion.

Nel sito del colosso cinese, infatti, l’Autorità Garante ha riscontrato, nelle sezioni #SHEINTHEKNOW, “evoluSHEIN” e “Responsabilità sociale”claim ambientali vaghi, generici e/o eccessivamente enfatici ed in alcuni casi omissivi e ingannevoli

Nel comunicato stampa ufficiale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato reperibile nel sito della stessa (www.agcm.it) si legge, infatti che “la società, tramite il sito web https://it.shein.com e altre pagine online informative e/o promozionali, ha diffuso claim ambientali nelle sezioni .

Le asserzioni ambientali nella sezione #SHEINTHEKNOW, relative alla “progettazione di un sistema circolare” o sulla riciclabilità dei prodotti, sono risultate false o quanto meno confusionarie. I claim utilizzati da Shein per presentare, descrivere e promuovere i capi di abbigliamento della linea “evoluSHEIN by Design” enfatizzano l’uso di fibre “green” senza indicare in maniera chiara quali siano i sostanziali benefici ambientali dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita e senza specificare che tale linea di prodotti è ancora marginale rispetto al totale dei prodotti a marchio Shein”.

Le dette asserzioni ambientali, secondo l’Autorità Garante, possono indurre i consumatori a ritenere che:

a)la collezione “evoluSHEIN by Design” sia realizzata unicamente con materiali “ecosostenibili”;

b)i prodotti della collezione di cui alla lett. a) siano totalmente riciclabili.

Sempre secondo l’Antitrust Shein è gravata da un maggiore dovere di diligenza in quanto “opera in un settore e con modalità altamente inquinanti, come quello dell’abbigliamento cosiddetto “usa e getta” (“fast e super fast fashion”)”.

(immagini da Italpress tratte da Greenpeace)

Fonte:www.gazzettadellemilia.it

“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: illegittima la richiesta di pagamento per l’accesso al mare attraverso uno stabilimento

Di Emilio Graziuso 2 agosto 2025 – Dopo l’articolo “illegittimo il divieto di introdurre cibi e bevande in spiaggia” della nostra “Agorà” del 19 luglio 2025 è pervenuta alla nostra redazione una domanda di un lettore che può essere di interesse generale ed alla quale, pertanto, riteniamo opportuno rispondere nella rubrica di oggi.

Ci è stato chiesto, infatti, se è possibile raggiungere il mare accedendo da uno stabilimento balneare senza pagare l’ingresso ad esso.

L’accesso al mare ed alla battigia sono liberi.

Così come sono libere la sosta sulla riva e la possibilità di fare il bagno nell’area marina corrispondente allo stabilimento.

In questi casi il bagnante non è tenuto a corrispondere al gestore dello stabilimento alcuna somma.

Il pagamento per l’ingresso, infatti, può essere chiesto esclusivamente se l’avventore deve usufruire dei servizi dello stabilimento, i quali sono riservati ai clienti.

Ovviamente chi decide di entrare da un lido per raggiungere il mare o la battigia non può sostare sulla spiaggia e non può stendere il proprio telo o sistemare il proprio ombrellone o sdraio.

L’accesso, infatti, è libero solo se si deve attraversare la spiaggia per accedere al mare o alla riva.

In tal caso, lo ribadiamo non può essere chiesto alcun pagamento dal gestore dello stabilimento.

Con questo articolo dal sapore estivo e vacanziero “L’Agorà del Diritto” augura a tutti i propri lettori buone vacanze ed un arrivederci a settembre.

Fonte:gazzettadellemilia.it

“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: illegittimo il divieto di introdurre cibi e bevande in spiaggia

È lecito il divieto di introdurre cibi e bevande in spiaggia?

Di Emilio Graziuso 19 luglio 2025 – È una domanda che nelle ultime settimane è stata più volte posta alla redazione della Gazzetta dell’Emilia, ed in particolare alla nostra “Agorà”, ed all’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” (www.dallapartedelconsumatore.com).

È bene chiarire subito che non vi è alcuna norma che autorizza i gestori di stabilimenti balneari a vietare ai balneanti di portare generi alimentari recandosi al mare e consumare gli stessi – ovviamente nel rispetto dell’ambiente e degli altri – sotto l’ombrellone.

Non hanno, quindi, alcun valore giuridico eventuali cartelli posti all’ingresso di stabilimenti contenenti il divieto di introdurre cibi e bevande.

Il consumatore, infatti, non può essere costretto ad usufruire del bar o del ristorante della spiaggia con spese, quindi, “forzate”.

Le spiagge, infatti, pur essendo affidate alla gestione dei privati, sono aree demaniali pubbliche e, quindi, ad esse non possono essere applicate le norme concernenti le attività imprenditoriali di  carattere completamente ed esclusivamente privato.

Oltre a non poter introdurre alcun divieto di portare e consumare cibo e bevande, la gestione della spiaggia non può effettuare controlli ed ispezioni nelle borse, borse frigo, buste e zaini dei balneanti per vedere se in esse vi sono generi alimentari.

Il consumatore può, quindi, opporsi al divieto di introdurre generi alimentari o a controlli come quelli sopra illustrati.

Cosa fare se il gestore dovesse appellarsi ad ordinanze comunali che, a suo dire, introducono tale divieto (ricordiamo che attraverso ordinanze comunali possono essere dettate indicazioni specifiche per la stagione balneare)?

In questo caso, si consiglia al consumatore di chiedere l’esibizione delle ordinanze e di leggerle attentamente.

A quanto consta, infatti, sono veramente pochissimi i provvedimenti che prevedono divieti come quello in esame.

È più facile trovarsi, invece, di fronte ad ordinanze di segno opposto, come quella emanata dalla Regione Puglia per la stagione balneare 2025,  che autorizzano esplicitamente l’introduzione di cibi e bevande.

Ovviamente il gestore di un lido può prevedere altra tipologia di divieti, con riferimento, ad esempio, alle aree e modalità di consumo di alimenti e bevande.

È lecito, infatti, il divieto di consumare cibi e bevande portate da fuori stabilimento sui tavolini del bar e/o del ristorante del lido, oppure di disporre tavolate o di organizzare pic nic su tutte le aree o su parte di esse.

Fonte: www.gazzettadellemilia.it

Video integrale dell’incontro “Risparmio tradito: casi, tutele e risultati”

Tappa “Diritti in Tour” del 20 giugno 2025 a Salsomaggiore Terme (PR)

“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: polizze FWU e possibile responsabilità del broker

rubrica settimanale edita da www.gazzettadellemilia.it

https://www.gazzettadellemilia.it/economia/item/50269-%E2%80%9Cl%E2%80%99agor%C3%A0-del-diritto%E2%80%9D-%E2%80%93-una-domanda,-una-risposta-polizze-fwu-e-possibile-responsabilit%C3%A0-del-broker

Di Emilio Graziuso 28 giugno 2025 – Nella nostra rubrica l’ “Agorà del Diritto” ci siamo già occupati, nei mesi scorsi, della vicenda FWU Life Insurance.

Quest’ultima costituisce, infatti, nuovo caso di risparmio tradito che ha coinvolto migliaia di consumatori italiani.

A tutt’oggi, come abbiamo avuto modo di riscontrare negli incontri sul territorio nazionale di “Diritti in Tour” iniziativa avviata dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” dal 2016, i sottoscrittori di polizze di detta compagnia sono ancora con il fiato sospeso.

La procedura di liquidazione, infatti, è ancora ai nastri di partenza (sul sito della Autorità di Vigilanza Lussemburghese, Commissariat aux Assurances (CCA), una apposita sezione delle FAQ è dedicata alla FWU life insurance) e la confusione in merito alle sorti delle somme investite regna sovrana.

Nell’articolo di oggi, però, della nostra rubrica vogliamo ricordare al lettore che quella della insinuazione nella procedura di liquidazione non è l’unica strada percorribile.

I sottoscrittori di polizze FWU Life Insurance, le quali sono polizze unite – linked aventi, quindi, natura prevalentemente finanziaria, possono valutare, infatti, anche l’ipotesi di condurre una indagine volta ad accertare se, nel singolo caso di specie sussistano responsabilità imputabili ai broker che hanno venduto le polizze.

Proprio per la particolare natura delle polizze in questione, nella vendita di esse i broker erano tenuti a rispettare gli obblighi di informazione, trasparenza, diligenza professionale e correttezza, sugli stessi gravanti in virtù dalla specifica normativa di settore.

Il consumatore, ad esempio, deve essere stato reso edotto in modo chiaro della natura, delle caratteristiche, dei rischi delle polizze FWU, nonché della reale ed effettiva situazione economica della compagnia al momento della sottoscrizione.

Qualora ciò non sia avvenuto, il consumatore potrebbe (il condizionale è d’obbligo in quanto ogni valutazione è subordinata all’esame della documentazione contrattuale e del singolo caso di specie), quindi, avere la possibilità di esperire le più opportune azioni legali, anche a livello risarcitorio, nei confronti, dei soggetti che gli hanno venduto la polizza.

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(*) Autore

avv. Emilio Graziuso –  Avvocato Cassazionista e Dottore di Ricerca.

Svolge la professione forense dal 2002 occupandosi prevalentemente di diritto civile, bancario – finanziario e diritto dei consumatori.

Docente ai corsi di formazione della prestigiosa Casa Editrice Giuridica Giuffrè Francis Lefebvre ed autore per la stessa di numerose pubblicazioni e monografie.

Relatore a convegni e seminari giuridici e curatore della collana “Il diritto dei consumatori” edita dalla Key Editore.

Presidente  Nazionale Associazione “Dalla Parte del Consumatore“.

Per Informazioni e contatti scrivere aemiliograziuso@libero.it oppure a coordinamentoconsumatori@gmail.com – Rubrica “L’Agorà del Diritto” www.gazzettadellemilia.it

Sito WEB: www.dallapartedelconsumatore.com 

SALSOMAGGIORE TERME (PR) – INCONTRO PUBBLICO SUL “RISPARMIO TRADITO”

Nei giorni scorsi si è svolto a Salsomaggiore terme l’incontro pubblico dal titolo “Risparmio tradito: casi, tutele e risultati”

L’incontro che ha registrato non solo una importante affluenza di pubblico ma soprattutto una partecipazione attiva dello stesso per tutta la durata dell’evento, rientrava nel ciclo di incontri itineranti organizzati dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” sull’intero territorio nazionale.

“Un incontro particolarmente partecipato – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Presidente Nazionale dell’Associazione “Dalla Parte del Consumatore” – nel quale abbiamo approfondito i casi di “risparmio tradito che hanno riguardato e che riguardano più da vicino i consumatori di Parma e Provincia, gli strumenti di tutela che gli stessi possono utilizzare e gli importanti risultati che abbiamo raggiunto per i nostri associati ai quali è stato restituito il maltolto.

Un plauso particolare a Ugo Massari e Cristina Lucchetti delegati sul territorio della nostra Associazione che ogni giorno forniscono, a livello locale, un presidio per i diritti dei cittadini”.

Presentato in Municipio a Noceto il progetto che mette in rete enti ed associazioni per la promozione dei prodotti a marchio De.C.O. e siglato il protocollo di intesa fra il comune di Noceto e l’Associazione Nazionale “Dalla parte del Consumatore”

Parte dall’Amministrazione Comunale di Noceto, che nel 2018 aveva istituito e regolamentato il marchio De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine)  per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari locali,  l’idea di promuovere una rete solidale tra le diverse realtà De.C.O. della provincia di Parma e dintorni con una particolare attenzione alla Lunigiana, unite in una collaborazione che vedrà affiancarsi anche l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” a tutela dei consumatori ma che avrà anche il ruolo di suggerire e divulgare anche in altre regioni le iniziative proposte, al fine di consolidare quel valore del Made In Italy che affonda le sue radici proprio nei territori periferici, in quei “mille” comuni nazionali.

Il progetto e lo schema di protocollo sono stati presentati ufficialmente in municipio a Noceto il 26 maggio scorso dal sindaco Fabio Fecci insieme all’assessore Daisy Bizzi con delega al Commercio ed alla tutela dei Consumatori, con  Lamberto Colla Presidente De.C.O Noceto con alcuni componenti della Commissione nocetana, presenti anche alcuni esponenti  di altre Amministrazioni Comunali ed in rappresentanza delle rispettive Commissioni De.C.O. , oltre ad associazioni locali per la promozione del territorio. Presente  anche l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ,  rappresentata dal presidente avv. Emilio Graziuso e dal dott. Massimo Bomba, vice presidente dell’Associazione, per la sottoscrizione in via preliminare  dello schema del  protocollo di intesa con il presidente della De.C.O.  di Noceto ma che potrà essere replicato anche con le altre commissioni provinciali.

In sintesi, dal protocollo scaturisce una importante ed innovativa sinergia volta a tutelare  le specificità locali quindi identitarie di un territorio – si pensi ad esempio ai prodotti alimentari, alle ricette, ai prodotti dell’artigianato, alle sagre tradizionali, ed alle tecniche particolari di coltivazione o allevamento – e, quindi, i consumatori.

La Commissione e l’Associazione collaboreranno, infatti, insieme nella realizzazione di iniziative, nell’approfondimento di tematiche di interesse comune e nella divulgazione di informazioni, a partire già dai propri siti internet www.nocetointavola.it e www.dallapartedelconsumatore.com, relative al mondo DE.C.O. ed alla tutela del consumatore, con particolare riferimento ai temi della sicurezza alimentare e qualità dei prodotti.

Alla presentazione del progetto hanno partecipato anche i rappresentanti di numerosi Enti ed associazioni, a testimoniare l’interesse e l’entusiasmo per l’iniziativa, per la commissione De.C.O. di Noceto oltre al presidente Lamberto Colla la vice Maria Chiara Utini con i componenti Massimo Dondi e Adelia Devodier, per le associazioni con sede a Noceto Nelso Bazzini – Pro Costamezzana –       Camillo Cotti – Incontriamoci in Paese –    Giuseppe  Ronchini organizzatore della nota  Farm Run,

Afra Peveri per Il Paniere di Borghetto.

Presenti anche il sindaco di Fornovo Emanuela Grenti, gli assessori alla Cultura del Comune di Fornovo Maria Teresa Gardelli e di Salsomaggiore Andrea Zecchino,  il sindaco di Corniglio Paolo Quagliaroli con la vice Manuela Mansanti, il vicesindaco di Langhirano Anthony Monica. Per le varie associazioni che operano nel settore della promozione dell’agroalimentare nei vari territori c’erano Andrea Ricco con Ernesto Mazzola per la Bontà dell’Appennino, Gianfranca Bocchi con Chiara Della Giacoma per la Proloco di Langhirano, Danilo Biacchi per la Confraternita del Tortel Dols di Colorno, Aldo Stocchi per la Proloco di  Sala Baganza,  Ugo Massari e Cristina Lucchetti per “Sinestesia fra le Arti” che con l’Associazione Dalla Parte del Consumatore ha avviato da tempo una proficua sinergia.

Il sindaco Fabio Fecci “Ringrazio l’assessore Daisy Bizzi, che è stata il motore sia della nascita del nostro marchio De.C.O. –  istituito e regolamentato nel 2018 dal Consiglio Comunale di Noceto – sia del suo sviluppo attraverso le svariate iniziative organizzate, e che ora ha unito e coordinato questo gruppo di lavoro che ha la finalità di valorizzare  i prodotti della nostra tradizione agroalimentare, composto da istituzioni ed associazioni uniti dalla volontà di fare rete per condividere proposte e progettualità. Il protocollo che andremo a siglare con l’Associazione nazionale per la tutela del Consumatore dà senz’altro valore aggiunto al progetto”

L’assessore Daisy Bizzi “Quello della De.C.O. è un progetto dalle molteplici potenzialità, sto cercando di sensibilizzare i Comuni ad istituire il marchio, così che le comunità possano mettere a valore esperienze e progetti. Il gruppo di lavoro che oggi abbiamo riunito ha proprio l’obiettivo di diventare un cantiere di idee e proposte, di cercare opportunità per  ottenere risorse finanziarie  dai vari bandi a livello regionale, nazionale ed europeo, la De.C.O. è veramente un potenziale volano di sviluppo dei territori, vogliamo creare eventi ed esportarli anche in altre realtà territoriali. Questo protocollo che sigliamo con l’Associazione Consumatori crea una collaborazione che prevede il sostegno della associazione  alle varie iniziative e nella loro  diffusione”

Il presidente della commissione De.C.O. Lamberto Colla “Siamo entrati in una nuova fase del percorso di dare valore e pubblicità alla Commissione De.C.O. così fortemente voluta e sostenuta dalla Amministrazione Comunale di Noceto. Un percorso nato in sordina, anche a causa della pandemia, ma che ha preso piede continuando a macinare idee e raccogliere apprezzamenti, al punto che oggi, su iniziativa di Daisy Bizzi, le varie De.C.O. della provincia saranno messe in rete e parteciperanno a iniziative pubbliche con una immagine comune. Un’esperienza positiva, quella della Commissione di Noceto, che sta attraendo numerose amministrazioni comunali che hanno compreso il valore strategico di questo prodotto di “Marketing Territoriale”, quale appunto è la De.C.O. Entro poco tempo, si completerà il mosaico composto dalle De.C.O. della provincia di Parma, a conferma della qualifica di Food Valley”.

 “Valorizzare sempre di più, in modo concreto ed incisivo, le specificità, i prodotti e le eccellenze comunali, vuol dire tutelare i consumatori” – questo il commento dell’avv. Emilio Graziuso e del dott. Massimo Bomba, rappresentanti nazionali dell’Associazione “Dalla Parte del Consumatore” – Parte l’impulso  dal Comune di Noceto e, quindi, dal cuore della food valley, una nuova ed affascinante sfida che siamo convinti avrà ricadute molto positive sul territorio. Si è creata, infatti, una importante sinergia, derivante da un periodo preliminare di studio ed approfondimento, volta alla valorizzazione delle specificità locali –  molte delle quali, soprattutto con riferimento ad alcuni prodotti alimentari, hanno reso l’Italia famosa nel mondo – della quale si vedranno presto i primi risultati già in termini di informazione su tematiche di forte impatto ed interesse per i consumatori, quali, ad esempio la sicurezza alimentare”

Sono seguiti gli interventi dei rappresentanti degli enti ed associazioni presenti

“Riconoscendo pienamente l’importanza di una rete a sostegno e promozione del patrimonio enogastronomico locale << ha commentato il sindaco del Comune di Fornovo Taro Emanuela Grenti  << il nostro Comune  ha scelto con convinzione di sostenere questa rete solidale e sta lavorando per costituire e avviare anche sul nostro territorio la realtà De.C.O., convinti che valorizzare il Made in Italy e le identità territoriali significhi dare voce alla storia, alle tradizioni e alla qualità che i nostri luoghi esprimono. Grazie al  Comune di Noceto per l’impulso e l’impegno: fare rete è fondamentale, e lo stiamo facendo con Noceto su più fronti”

“La De.C.O. è stata istituita a Salsomaggiore  nel 2014” è intervenuto l’assessore Andrea Zecchino “e il nostro impegno è quello di riattivarla con spirito imprenditoriale, abbiamo l’entusiasmo e la motivazione utile per farlo”

Anche il vicesindaco di Langhirano Anthony Monica ha sottolineato l’importanza di fare rete “Aderiamo con convinzione a questo bel progetto che promuove i nostri territori attraverso le eccellenze agroalimentari locali legate alle tradizioni  popolari”

“Alcune fra le nostre eccellenze locali sono fortemente legate alla storia del nostro territorio” ha commentato il sindaco di Corniglio Paolo Quagliaroli “la loro valorizzazione anche attraverso una rete strutturata come quella prevista da questo progetto senz’altro sarà fruttuosa”

Siglato protocollo di intesa tra “Dalla Parte del Consumatore” ed il Comune di Noceto

Consumatori più tutelati attraverso la “De.C.O.” (denominazione comunale di origine)

L’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ed il Comune di Noceto hanno siglato, nei giorni scorsi, il protocollo di intesa relativo alla “DE.C.O.” (Denominazione Comunale di Orgine).

Dal protocollo scaturisce una importante ed innovativa sinergia volta a tutelare  le specificità locali quindi identitarie di un territorio – si pensi ad esempio ai prodotti alimentari, alle ricette, ai prodotti dell’artigianato, alle sagre, ed alle tecniche particolari di coltivazione o allevamento – e, quindi, i consumatori.

Il Comune di Noceto, anche attraverso la specifica commissione “De.C.O.” dallo stesso costituita e l’Associazione “Dalla Parte del Consumatore” collaboreranno, infatti, insieme nella realizzazione di iniziative, nell’approfondimento di tematiche di interesse comune e nella divulgazione di informazioni, a partire già dai propri siti internet www.nocetointavola.it e www.dallapartedelconsumatore.com, relative al mondo DE.C.O. ed alla tutela del consumatore, con particolare riferimento ai temi della sicurezza alimentare e qualità dei prodotti.

Alla conferenza di presentazione del protocollo erano presenti, oltre al sindaco del Comune di Noceto Fabio Facci, l’assessore al commercio Daisy Bizzi, il presidente della commissione “De.C.O.” Lamberto Colla, ed Emilio Graziuso e Massimo Bomba, rispettivamente il presidente e vice presidente nazionale dell’Associazione “Dalla Parte del Consumatore.

“Valorizzare sempre di più, in modo concreto ed incisivo, le specificità, i prodotti e le eccellenze comunali, vuol dire tutelare i consumatori” – è questo il commento dell’avv. Emilio Graziuso e del dott. Massimo Bomba, rappresentanti nazionali dell’Associazione “Dalla Parte del Consumatore” – Parte dal Comune di Noceto e, quindi, dal cuore della food valley, una nuova ed affascinante sfida che siamo convinti avrà ricadute molto positive sul territorio. Si è creata, infatti, una importante sinergia, derivante da un periodo preliminare di studio ed approfondimento, volta alla valorizzazione delle specificità locali –  molte delle quali, soprattutto con riferimento ad alcuni prodotti alimentari, hanno reso l’Italia famosa nel mondo – della quale si vedranno presto i primi risultati già in termini di informazione su tematiche di forte impatto ed interesse per i consumatori, quali, ad esempio la sicurezza alimentare”