Home Blog Page 13

La Banca Popolare Di Bari Nuovamente K.O

Un associato “Dalla Parte del Consumatore” ottiene con sentenza il risarcimento del danno.

“Quando abbiamo cominciato la battaglia legale nei confronti della Banca Popolare di Bari ci definivano dei Don Chisciotte data l’estrema difficoltà e delicatezza della vicenda. Il tempo ci ha dato ragione ed ora stiamo facendo la storia”.

È questo il primo commento dell’avv. Emilio Graziuso, Presidente Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, all’indomani della sentenza emessa dal Tribunale di Brindisi (dott. Francesco Giliberti) in data 10 marzo 2023, con la quale è stata dichiarata la risoluzione dei contratti di acquisto di azioni Banca Popolare di Bari e la conseguente condanna di quest’ultima al risarcimento del danno in favore di un risparmiatore che aveva investito il proprio denaro in tali titoli.

Risparmi che derivavano, tra l’altro, da un risarcimento del danno ottenuto per un grave incidente, i cui postumi fisici sono, purtroppo, in parte permanenti nel risparmiatore.

Nel mese di dicembre 2014 e giugno 2015, il risparmiatore aveva acquistato presso la Banca Popolare di Bari, della quale era cliente da molti anni, azioni della stessa prospettati, a quanto sostenuto in giudizio dal risparmiatore, come titoli sicuri e senza rischio alcuno per il capitale.

Solo successivamente, a seguito delle note vicende di cronaca che hanno coinvolto l’Istituto di credito pugliese, il risparmiatore si è reso conto della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere e che, pertanto, il valore delle azioni in suo possesso era pressoché azzerato.

Vani sono stati i tentativi di addivenire ad un componimento bonario della controversia e nel 2019, il risparmiatore, assistito dall’avv. Emilio Graziuso ha promosso il processo conclusosi vittoriosamente con la sentenza del 10 marzo 2023.

Con essa, il Tribunale di Brindisi ha riconosciuto la violazione da parte della Banca intermediaria della normativa di settore ed in particolare degli obblighi di informazione sulla stessa gravanti con conseguente dichiarazione di risoluzione del contratto e diritto in favore del consumatore al risarcimento del danno pari all’intero importo investito, € 25.819,05, oltre interessi a decorrere dalla data dell’investimento.

La sentenza non è isolata.

Il Tribunale ed il Giudice di Pace di Brindisi, dal 2021, infatti, hanno emanato numerose sentenze ed ordinanze con le quali sono state accolte le azioni legali promosse da risparmiatori Banca Popolare di Bari.

Di recente, in data 3 febbraio 2023, il Tribunale (dott.ssa Roberta Marra) ha emesso una ordinanza con la quale ha condannato la Banca Popolare di Bari alla corresponsione della somma di € 50.025,00, oltre interessi, in favore di un associato “Dalla Parte del Consumatore”.

Non parole ma sentenze, ordinanze e restituzione effettiva delle somme investite! – conclude l’avv. Emilio Graziuso – Siamo l’Associazione dei fatti concreti non dei proclami e degli spot propagandistici. Dal 2016 abbiamo istituito un apposito gruppo di professionisti a livello nazionale per approntare la migliore strategia difensiva sul caso Banca Popolare di Bari ed il duro lavoro svolto in questi anni sta dando i risultati sperati, soprattutto per i risparmiatori che stanno tornando in possesso dei propri risparmi che sembravano essere andati in fumo per sempre”.

Redazione

Fonte: Quotidianoweb.it in collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

Azioni Banca Popolare di Bari: un risparmiatore riesce a ottenere risarcimento del danno

Vittoria da parte di un associato “Dalla Parte del Consumatore” che ottiene con sentenza il risarcimento del danno subito per aver acquistato azioni della Banca Popolare di Bari.

L’associazione Dalla Parte del Consumatore è riuscita a far ottenere a un suo assistito il risarcimento del danno dalla Banca Popolare di Bari.

La storia è la seguente: tra dicembre 2014 e giugno 2015, un risparmiatore presso tale Istituto di Credito (che era il suo da tanti anni) aveva acquistato delle azioni (della stessa) perché definite sicure e senza rischio per il capitale. Solo dopo gli innumerevoli problemi che hanno coinvolto l’Istituto di Credito Pugliese, il risparmiatore si è reso conto di quanto fosse pericoloso l’investimento fatto e che il valore delle sue azioni era praticamente nullo.

Ha cercato quindi di ottenere indietro il capitale investito senza, però, ottenere. Ha deciso quindi di rivolgersi all’avvocato Emilio Graziuso dell’associazione “Dalla parte del consumatore”. Ecco come è andata a finire.

Tutto è bene quel che finisce bene

L’avvocato Emilio Graziuso, presidente nazionale dell’associazione “Dalla parte del consumatore” ha spiegato di essere fiero del risultato ottenuto.

Il Tribunale di Brindisi (dottor Francesco Giliberti), infatti, con sentenza in data 10 marzo, ha condannato la risoluzione dei contratti di acquisto azioni della Banca Popolare di Bari.

L’ha condannata, quindi, al risarcimento del danno al risparmiatore che aveva investito il proprio denaro nelle azioni. La situazione per il suo assisto, poi, ha spiegato l’avvocato, era ancora più triste perché i risparmi investiti derivavano da un risarcimento avuto per un grave incidente. Per colpa di quest’ultimo il risparmiatore aveva avuto danni permanenti. Aver perso quel denaro, quindi, si era rilevato uno shock ancora maggiore.

La sentenza

Fortunatamente la vicenda su indicata si è risolta a favore del risparmiatore grazie all’ausilio dell’avvocato Emilio Graziuso. Con la sentenza del 10 marzo scorso, il Tribunale di Brindisi ha riconosciuto la violazione da parte della Banca della normativa di settore e in particolare degli obblighi di informazione verso il cliente. Proprio per questo il consumatore dovrà ottenere il risarcimento dell’intero importo investito oltre agli interessi, a decorrere dalla data dell’investimento.

Non è la prima sentenza che dà ragione ai risparmiatori. Già nel 2021, infatti, il Tribunale nonché il Giudice di Pace di Brindisi, accolsero le azioni legali promosse da risparmiatori della Banca Popolare di Bari. E ancora, lo scorso 3 febbraio il Tribunale (dottoressa Roberta Marra) ha emesso un’ordinanza condannando sempre la medesima Banca alla corresponsione di una cifra di circa 50 mila euro più interessi ad un assistito dell’associazione Dalla parte del consumatore.

Di queste vittorie non può che essere felice l’Avvocato Graziuso che ha detto “non ho parole ma sentenze, ordinanze e restituzione effettiva delle somme investite!”.

Fonte: Investireoggi.it

Banca Popolare di Bari: un altro cliente risarcito

Un associato  “Dalla Parte del Consumatore” ottiene una sentenza di risarcimento del danno da parte del Tribunale di Brindisi

Quando abbiamo cominciato la battaglia legale nei confronti della Banca Popolare di Bari ci definivano dei Don Chisciotte data l’estrema difficoltà e delicatezza della vicenda. Il tempo ci ha dato ragione ed ora stiamo facendo la storia”.

Con queste parole, l’avv. Emilio Graziuso, Presidente Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, commenta la sentenza emessa dal Tribunale di Brindisi (dott. Francesco Giliberti), che in data 10 marzo 2023, ha dichiarato la risoluzione dei contratti di acquisto di azioni Banca Popolare di Bari, condannando quest’ultima al risarcimento del danno in favore di un risparmiatore, che aveva investito in titoli presso il suddetto istituto di credito.

Soldi che risalivano ad un altro risarcimento del danno, ottenuto a seguito di un grave incidente, con handicap permanenti, purtroppo, per il povero malcapitato risparmiatore.

Nel mese di dicembre 2014 e giugno 2015, il cliente aveva acquistato dalla Banca Popolare di Bari, della quale era correntista da molti anni, azioni della stessa prospettati come titoli sicuri e senza rischio alcuno per il capitale in oggetto.

In seguito, alla luce delle note vicende di cronaca che hanno interessato l’Istituto di credito pugliese, il risparmiatore si è reso conto della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento effettuato, per cui , il valore delle azioni in suo possesso era praticamente azzerato.

Dopo diversi tentativi di risolvere la controversia in modo bonario, nel 2019, il risparmiatore, assistito dall’ avv. Emilio Graziuso ha intentato il processo conclusosi in suo favore con la sentenza del 10 marzo 2023.

Sostanzialmente, il Tribunale di Brindisi ha riconosciuto la violazione posta in essere dalla Banca intermediaria, rispetto alla normativa di settore, circa gli obblighi di informazione sulla stessa gravanti, stabilendo la risoluzione del contratto ed il diritto in favore del consumatore al risarcimento del danno pari all’ intero importo investito di € 25.819,05, oltre agli interessi, a decorrere dalla data dell’investimento.

La sentenza di specie non è una chimera, infatti il Tribunale ed il Giudice di Pace di Brindisi, dal 2021, hanno emanato numerose sentenze ed ordinanze con le quali sono state accolte le azioni legali promosse da risparmiatori Banca Popolare di Bari.

In data 3 febbraio 2023, il Tribunale (dott.ssa Roberta Marra) ha emesso una ordinanza di condanna della Banca Popolare di Bari alla corresponsione della somma di € 50.025,00,  oltre interessi, in favore di un associato “Dalla Parte del Consumatore”.

Non parole ma sentenze, ordinanze e restituzione effettiva delle somme investite! Siamo l’Associazione dei fatti concreti, non dei proclami e degli spot propagandistici. Dal 2016 abbiamo istituito un apposito gruppo di professionisti a livello nazionale per approntare la migliore strategia difensiva sul caso Banca Popolare di Bari ed il duro lavoro svolto in questi anni sta dando i risultati sperati, soprattutto per i risparmiatori che stanno tornando in possesso dei propri risparmi che sembravano essere andati in fumo per sempre”, chiosa l’avv. Emilio Graziuso. 

Fonte: glistatigenerali.com

Il Tribunale di Brindisi condanna la Banca Popolare di Bari a risarcire un risparmiatore: azioni vendute come sicure, ma il prezzo si azzerò

Il Tribunale di Brindisi ha dichiarato la risoluzione dei contratti di acquisto di azioni Banca Popolare di Bari e la conseguente condanna di quest’ultima al risarcimento del danno in favore di un risparmiatore che aveva investito il proprio denaro in tali titoli

“Quando abbiamo cominciato la battaglia legale nei confronti della Banca Popolare di Bari ci definivano dei Don Chisciotte data l’estrema difficoltà e delicatezza della vicenda. Il tempo ci ha dato ragione ed ora stiamo facendo la storia”.È questo il primo commento dell’avv. Emilio Graziuso, Presidente Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, all’indomani della sentenza emessa dal Tribunale di Brindisi (dott. Francesco Giliberti) in data 10 marzo 2023, con la quale è stata dichiarata la risoluzione dei contratti di acquisto di azioni Banca Popolare di Bari e la conseguente condanna di quest’ultima al risarcimento del danno in favore di un risparmiatore che aveva investito il proprio denaro in tali titoli.

Risparmi che derivavano, tra l’altro, da un risarcimento del danno ottenuto per un grave incidente, i cui postumi fisici sono, purtroppo, in parte permanenti nel risparmiatore. Nel mese di dicembre 2014 e giugno 2015, il risparmiatore aveva acquistato presso la Banca Popolare di Bari, della quale era cliente da molti anni, azioni della stessa prospettati, a quanto sostenuto in giudizio dal risparmiatore, come titoli sicuri e senza rischio alcuno per il capitale. Solo successivamente, a seguito delle note vicende di cronaca che hanno coinvolto l’Istituto di credito pugliese, il risparmiatore si è reso conto della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere e che, pertanto, il valore delle azioni in suo possesso era pressoché  azzerato.

Vani sono stati i tentativi di addivenire ad un componimento bonario della controversia e nel 2019, il risparmiatore, assistito dall’avv. Emilio Graziuso ha promosso il processo conclusosi vittoriosamente con la sentenza del 10 marzo 2023. Con essa, il Tribunale di Brindisi ha riconosciuto la violazione da parte della Banca intermediaria della normativa di settore ed in particolare degli obblighi di informazione sulla stessa gravanti con conseguente dichiarazione di risoluzione del contratto e diritto in favore del consumatore al risarcimento del danno pari all’intero importo investito,  € 25.819,05 oltre interessi a decorrere dalla data dell’investimento.La sentenza non è isolata.

Il Tribunale ed il Giudice di Pace di Brindisi, dal 2021, infatti, hanno emanato numerose sentenze ed ordinanze con le quali sono state accolte le azioni legali promosse da risparmiatori Banca Popolare di Bari. Di recente, in data 3 febbraio 2023, il Tribunale (dott.ssa Roberta Marra) ha emesso una ordinanza con la quale ha condannato la Banca Popolare di Bari alla corresponsione della somma di € 50.025,00,  oltre interessi, in favore di un associato “Dalla Parte del Consumatore”.

Non parole ma sentenze, ordinanze e restituzione effettiva delle somme investite! – conclude l’avv. Emilio Graziuso – Siamo l’Associazione dei fatti concreti non dei proclami e degli spot propagandistici. Dal 2016 abbiamo istituito un apposito gruppo di professionisti a livello nazionale per approntare la migliore strategia difensiva sul caso Banca Popolare di Bari ed il duro lavoro svolto in questi anni sta dando i risultati sperati, soprattutto per i risparmiatori che stanno tornando in possesso dei propri risparmi che sembravano essere andati in fumo per sempre”.

Fonte: Brindisisettenews.it

Un associato “Dalla Parte del Consumatore” ottiene con sentenza il risarcimento del danno.

“Quando abbiamo cominciato la battaglia legale nei confronti della Banca Popolare di Bari ci definivano dei Don Chisciotte data l’estrema difficoltà e delicatezza della vicenda. Il tempo ci ha dato ragione ed ora stiamo facendo la storia”.

È questo il primo commento dell’avv. Emilio Graziuso, Presidente Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, all’indomani della sentenza emessa dal Tribunale di Brindisi (dott. Francesco Giliberti) in data 10 marzo 2023, con la quale è stata dichiarata la risoluzione dei contratti di acquisto di azioni Banca Popolare di Bari e la conseguente condanna di quest’ultima al risarcimento del danno in favore di un risparmiatore che aveva investito il proprio denaro in tali titoli.

Risparmi che derivavano, tra l’altro, da un risarcimento del danno ottenuto per un grave incidente, i cui postumi fisici sono, purtroppo, in parte permanenti nel risparmiatore.

Nel mese di dicembre 2014 e giugno 2015, il risparmiatore aveva acquistato presso la Banca Popolare di Bari, della quale era cliente da molti anni, azioni della stessa prospettati, a quanto sostenuto in giudizio dal risparmiatore, come titoli sicuri e senza rischio alcuno per il capitale.

Solo successivamente, a seguito delle note vicende di cronaca che hanno coinvolto l’Istituto di credito pugliese, il risparmiatore si è reso conto della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere e che, pertanto, il valore delle azioni in suo possesso era pressoché azzerato.

Vani sono stati i tentativi di addivenire ad un componimento bonario della controversia e nel 2019, il risparmiatore, assistito dall’avv. Emilio Graziuso ha promosso il processo conclusosi vittoriosamente con la sentenza del 10 marzo 2023.

Con essa, il Tribunale di Brindisi ha riconosciuto la violazione da parte della Banca intermediaria della normativa di settore ed in particolare degli obblighi di informazione sulla stessa gravanti con conseguente dichiarazione di risoluzione del contratto e diritto in favore del consumatore al risarcimento del danno pari all’intero importo investito, € 25.819,05, oltre interessi a decorrere dalla data dell’investimento.

La sentenza non è isolata.

Il Tribunale ed il Giudice di Pace di Brindisi, dal 2021, infatti, hanno emanato numerose sentenze ed ordinanze con le quali sono state accolte le azioni legali promosse da risparmiatori Banca Popolare di Bari.

Di recente, in data 3 febbraio 2023, il Tribunale (dott.ssa Roberta Marra) ha emesso una ordinanza con la quale ha condannato la Banca Popolare di Bari alla corresponsione della somma di € 50.025,00, oltre interessi, in favore di un associato “Dalla Parte del Consumatore”.

Non parole ma sentenze, ordinanze e restituzione effettiva delle somme investite! – conclude l’avv. Emilio Graziuso – Siamo l’Associazione dei fatti concreti non dei proclami e degli spot propagandistici. Dal 2016 abbiamo istituito un apposito gruppo di professionisti a livello nazionale per approntare la migliore strategia difensiva sul caso Banca Popolare di Bari ed il duro lavoro svolto in questi anni sta dando i risultati sperati, soprattutto per i risparmiatori che stanno tornando in possesso dei propri risparmi che sembravano essere andati in fumo per sempre”.

Fonte: PugliaTv Canale116

La Banca Popolare di Bari nuovamente k.o.: un associato “Dalla Parte del Consumatore” ottiene con sentenza il risarcimento del danno

“Quando abbiamo cominciato la battaglia legale nei confronti della Banca Popolare di Bari ci definivano dei Don Chisciotte data l’estrema difficoltà e delicatezza della vicenda. Il tempo ci ha dato ragione ed ora stiamo facendo la storia”.

È questo il primo commento dell’avv. Emilio Graziuso, Presidente Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, all’indomani della sentenza emessa dal Tribunale di Brindisi (dott. Francesco Giliberti) in data 10 marzo 2023, con la quale è stata dichiarata la risoluzione dei contratti di acquisto di azioni Banca Popolare di Bari e la conseguente condanna di quest’ultima al risarcimento del danno in favore di un risparmiatore che aveva investito il proprio denaro in tali titoli.

Risparmi che derivavano, tra l’altro, da un risarcimento del danno ottenuto per un grave incidente, i cui postumi fisici sono, purtroppo, in parte permanenti nel risparmiatore.

Nel mese di dicembre 2014 e giugno 2015, il risparmiatore aveva acquistato presso la Banca Popolare di Bari, della quale era cliente da molti anni, azioni della stessa prospettati, a quanto sostenuto in giudizio dal risparmiatore, come titoli sicuri e senza rischio alcuno per il capitale.

Solo successivamente, a seguito delle note vicende di cronaca che hanno coinvolto l’Istituto di credito pugliese, il risparmiatore si è reso conto della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere e che, pertanto, il valore delle azioni in suo possesso era pressoché  azzerato.

Vani sono stati i tentativi di addivenire ad un componimento bonario della controversia e nel 2019, il risparmiatore, assistito dall’avv. Emilio Graziuso ha promosso il processo conclusosi vittoriosamente con la sentenza del 10 marzo 2023.

Con essa, il Tribunale di Brindisi ha riconosciuto la violazione da parte della Banca intermediaria della normativa di settore ed in particolare degli obblighi di informazione sulla stessa gravanti con conseguente dichiarazione di risoluzione del contratto e diritto in favore del consumatore al risarcimento del danno pari all’intero importo investito,  € 25.819,05,  oltre interessi a decorrere dalla data dell’investimento.

La sentenza non è isolata.

Il Tribunale ed il Giudice di Pace di Brindisi, dal 2021, infatti, hanno emanato numerose sentenze ed ordinanze con le quali sono state accolte le azioni legali promosse da risparmiatori Banca Popolare di Bari.

Di recente, in data 3 febbraio 2023, il Tribunale (dott.ssa Roberta Marra) ha emesso una ordinanza con la quale ha condannato la Banca Popolare di Bari alla corresponsione della somma di € 50.025,00,  oltre interessi, in favore di un associato “Dalla Parte del Consumatore”.

Non parole ma sentenze, ordinanze e restituzione effettiva delle somme investite! – conclude l’avv. Emilio Graziuso – Siamo l’Associazione dei fatti concreti non dei proclami e degli spot propagandistici. Dal 2016 abbiamo istituito un apposito gruppo di professionisti a livello nazionale per approntare la migliore strategia difensiva sul caso Banca Popolare di Bari ed il duro lavoro svolto in questi anni sta dando i risultati sperati, soprattutto per i risparmiatori che stanno tornando in possesso dei propri risparmi che sembravano essere andati in fumo per sempre”.

Fonte: New Spam

LA BANCA POPOLARE DI BARI NUOVAMENTE K.O.

LA BANCA POPOLARE DI BARI NUOVAMENTE K.O. Un associato “Dalla Parte del Consumatore” ottiene con sentenza il risarcimento del danno.

“Quando abbiamo cominciato la battaglia legale nei confronti della Banca Popolare di Bari ci definivano dei Don Chisciotte data l’estrema difficoltà e delicatezza della vicenda. Il tempo ci ha dato ragione ed ora stiamo facendo la storia”.

È questo il primo commento dell’avv. Emilio Graziuso, Presidente Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, all’indomani della sentenza emessa dal Tribunale di Brindisi (dott. Francesco Giliberti) in data 10 marzo 2023, con la quale è stata dichiarata la risoluzione dei contratti di acquisto di azioni Banca Popolare di Bari e la conseguente condanna di quest’ultima al risarcimento del danno in favore di un risparmiatore che aveva investito il proprio denaro in tali titoli.

Risparmi che derivavano, tra l’altro, da un risarcimento del danno ottenuto per un grave incidente, i cui postumi fisici sono, purtroppo, in parte permanenti nel risparmiatore.

Nel mese di dicembre 2014 e giugno 2015, il risparmiatore aveva acquistato presso la Banca Popolare di Bari, della quale era cliente da molti anni, azioni della stessa prospettati, a quanto sostenuto in giudizio dal risparmiatore, come titoli sicuri e senza rischio alcuno per il capitale.

Solo successivamente, a seguito delle note vicende di cronaca che hanno coinvolto l’Istituto di credito pugliese, il risparmiatore si è reso conto della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere e che, pertanto, il valore delle azioni in suo possesso era pressoché  azzerato.

Vani sono stati i tentativi di addivenire ad un componimento bonario della controversia e nel 2019, il risparmiatore, assistito dall’avv. Emilio Graziuso ha promosso il processo conclusosi vittoriosamente con la sentenza del 10 marzo 2023.

Con essa, il Tribunale di Brindisi ha riconosciuto la violazione da parte della Banca intermediaria della normativa di settore ed in particolare degli obblighi di informazione sulla stessa gravanti con conseguente dichiarazione di risoluzione del contratto e diritto in favore del consumatore al risarcimento del danno pari all’intero importo investito,  € 25.819,05,  oltre interessi a decorrere dalla data dell’investimento.

La sentenza non è isolata.

Il Tribunale ed il Giudice di Pace di Brindisi, dal 2021, infatti, hanno emanato numerose sentenze ed ordinanze con le quali sono state accolte le azioni legali promosse da risparmiatori Banca Popolare di Bari.

Di recente, in data 3 febbraio 2023, il Tribunale (dott.ssa Roberta Marra) ha emesso una ordinanza con la quale ha condannato la Banca Popolare di Bari alla corresponsione della somma di € 50.025,00,  oltre interessi, in favore di un associato “Dalla Parte del Consumatore”.

“Non parole ma sentenze, ordinanze e restituzione effettiva delle somme investite! – conclude l’avv. Emilio Graziuso – Siamo l’Associazione dei fatti concreti non dei proclami e degli spot propagandistici. Dal 2016 abbiamo istituito un apposito gruppo di professionisti a livello nazionale per approntare la migliore strategia difensiva sul caso Banca Popolare di Bari ed il duro lavoro svolto in questi anni sta dando i risultati sperati, soprattutto per i risparmiatori che stanno tornando in possesso dei propri risparmi che sembravano essere andati in fumo per sempre”.

Fonte: Il Gazzettino di Brindisi

“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: Illegittima la richiesta di supplemento prezzo per garantire il posto accanto all’accompagnatore di minori di anni 12 e soggetti disabili

0

Scritto da Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”

Una sentenza di grande interesse sociale, prima che giuridico, quella emanata nei giorni scorsi dal TAR Lazio.

Di Emilio Graziuso (*) 26 novembre 2022 – Era accaduto, infatti, che l’ENAC, Autorità di regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo nel settore dell’aviazione civile, avesse condannato un noto vettore aereo  per prassi commerciale scorretta, in quanto lo stesso era solito far pagare un supplemento per garantire a minori sino a 12 anni ed a soggetti disabili il posto accanto al proprio accompagnatore.

Le censure erano state impugnate dal vettore dinnanzi al TAR Lazio, il quale ha confermato le condanne irrogate.

La vicinanza dell’accompagnatore ad un minore di 12 anni o ad un soggetto fragile è un diritto che non risponde e non può rispondere a logiche commerciali, come, invece, sosteneva il vettore, il quale, senza il pagamento del supplemento, assegnava i posti, al momento del check in sulla base dell’ordine cronologico delle richieste.

In buona sostanza,  pur se il sistema di assegnazione dei posti in fase di check-in prevede l’inserimento automatico dei minori e persone con difficoltà motoria, in posti accanto a genitori o accompagnatore, non vi è alcuna garanzia che detta prossimità sia garantita essendo un mero criterio di preferenza e l’assegnazione viene fatta in base alla cronologia delle richieste.

A livello comunitario, infatti, la prassi commerciale posta in essere dal vettore costituisce una chiara violazione dei diritti dei passeggeri.

Alla luce della sentenza in commento, quindi, tutti coloro che sono stati costretti a pagare questo supplemento possono chiederne la restituzione.

__________________

Autore (*)

avv. Emilio Graziuso –  Avvocato Cassazionista e Dottore di Ricerca.

Svolge la professione forense dal 2002 occupandosi prevalentemente di diritto civile, bancario – finanziario e diritto dei consumatori.

Docente ai corsi di formazione della prestigiosa Casa Editrice Giuridica Giuffrè Francis Lefebvre ed autore per la stessa di numerose pubblicazioni e monografie.

Relatore a convegni e seminari giuridici e curatore della collana “Il diritto dei consumatori” edita dalla Key Editore.

Presidente  Nazionale Associazione “Dalla Parte del Consumatore“.

Per Informazioni e contatti scrivere aemiliograziuso@libero.it oppure a coordinamentoconsumatori@gmail.com – Rubrica “L’Agorà del Diritto” www.gazzettadellemilia.it

Fonte: La Gazzetta dell’Emilia

UGO MASSARI E CRISTINA LUCCHETTI delegati “Dalla Parte Del Consumatore” sul territorio

0

Scritto da Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”

“Anche la Provincia di Parma è sempre più “dalla parte del consumatore”!” afferma con soddisfazione l’avv. Emilio Graziuso, Presidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”.

Il Direttivo Nazionale dell’Associazione – realtà attiva su tutto il territorio nazionale ed indipendente da partiti e sindacati –  ha nominato delegati per la Provincia di Parma, con particolare riferimento alla Città di Salsomaggiore Terme e Comuni limitrofi, Ugo Massari e Cristina Lucchetti, da sempre impegnati nell’ambito dell’economia circolare e della rigenerazione urbana.

I nuovi delegati, che hanno stabilito il proprio presidio associativo a Salsomaggiore Terme, sono, ormai da tempo attivisti dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ed hanno già organizzato, sul territorio, iniziative di interesse collettivo.

Essi, quindi, da oggi saranno al fianco dei cittadini per fornire loro informazione e supportarli, attraverso l’ausilio tecnico della sede nazionale, in battaglie concernenti i diritti degli stessi.

Ugo Massari e Cristina Lucchetti, come da linea nazionale dell’Associazione, si impegneranno nel cercare di intavolare un dialogo costruttivo e propositivo in merito alle tematiche riguardanti i cittadini consumatori, con le amministrazioni del territorio e con le associazioni di categoria.

“Siamo particolarmente contenti – affermano Ugo Massari e Cristina Lucchetti – di poter portare avanti in modo qualificato, costruttivo e non demagogico, i diritti e le istanze dei consumatori sul territorio parmigiano.

Siamo, inoltre, riusciti a stabilire nella Città di Salsomaggiore Terme un presidio stabile per i consumatori, il che è un risultato importante per i cittadini, in generale, e per il nostro Comune in particolare. Nasce, infatti, a livello sociale, una nuova voce civica, libera ed indipendente, che darà il proprio contributo per il bene della collettività.

Tutti, infatti, siamo consumatori!

Inoltre, grazie al supporto tecnico della struttura nazionale, i cittadini potranno trovare risposta alle domande che vorranno rivolgerci in merito ai loro diritti”.

Fonte: La Gazzetta dell’Emilia

Sicurezza alimentare: un labirinto pieno di insidie da cui tutelarsi

0

Quanto conosciamo di ciò che compriamo e mangiamo, dopo i recenti episodi di cronaca? Ne parliamo con Massimo Bomba, vicepresidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte Del Consumatore”

Alla luce di un  numero sempre crescente di scandali nel comparto agroalimentare, alcuni di essi particolarmente gravi ed allarmanti per la salute dei consumatori, diviene imprescindibile ed urgente focalizzare l’attenzione su un tema molto delicato ed importante che riguarda cosa acquistiamo e cosa mangiamo. Molte aziende leaders nel settore alimentare, con esportazioni significative all’estero, sono state e continuano ad esserlo, interessate da inchieste pesanti che hanno evidenziato carenze imperdonabili nei passaggi obbligati dei controlli di qualità prima di immettere vari prodotti sul mercato per la loro commercializzazione.

La lista delle aziende oggetto di richiamo da parte del Ministero della Salute italiano è assai corposa e ha previsto il  ritiro di determinati prodotti o di lotti di alcuni di essi.

Dallo scandalo della salmonellosi annidata nelle uova di cioccolato, a quello dei wurstel, che ha causato la morte di tre persone, facendone ricoverare in ospedale oltre 70 per contaminazione da listeria, un batterio pericolosissimo, passando per l’utilizzo improprio di fipronil (antiparassitario velenoso per l’uomo) nelle uova e molto altro ancora, non sorprende più, ormai, in senso negativo che, imprese colosso dell’universo “cibo”, un tempo sinonimo di garanzia d’eccellenza per il nostro Paese, scendano a compromessi sulla trasparenza e rigore nei controlli dei prodotti che distribuiscono.

Negli scorsi giorni, per rimpinguare la cronaca spiacevole di queste notizie inquietanti, è stato lo stesso sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (RASFF – the Rapid Alert System for Food and Feed), facente capo alla Commissione europea, a segnalare un’allerta “seria”, a causa della presenza ancora della listeria in un tipo di burrata di bufala, di origine italiana, ma venduta anche in Austria.

A tenere banco in questo periodo, nell’ambito degli scandali alimentari, non vi sono solo contaminazioni da batterio killer, quanto pure l’impiego di metalli pesanti, come il mercurio, in contenuto superiore ai parametri disposti dalle normative europee vigenti, vedi il caso del ritiro di lotti di pesce spada congelato, di provenienza Sri Lanka e Spagna.

La specificità dell’argomento, concernente l’affidabilità microbiologica degli alimenti prodotti dalle varie aziende, palesa criticità molto ricorrenti negli apparati produttivi della grande distribuzione, che hanno causato e stanno causando rischi e danni anche estremamente gravi per la salute dei consumatori ignari di quanto comprato ed ingerito.

Da una ricerca condotta a firma dell’Efsa, Autorità Europea per la sicurezza alimentare, con sede a Parma, emergerebbe come i cittadini della Unione Europea si preoccuperebbero più del costo dei prodotti alimentari che della loro sicurezza. Una tendenza, questa, che risulta essere connessa indiscutibilmente con la gravissima crisi economica che imperversa a livello globale, ma particolarmente in Europa, a causa del caro matto delle materie prime e della crisi energetica ed ambientale.

Ecco perché appare fondamentale per il cittadino, acquisire una maggiore consapevolezza circa il tema della sicurezza alimentare e della tutela dei propri diritti, come quello alla salute, costituzionalmente garantito, che si declina in svariate forme. Accanto a questa esigenza, ve ne è un’altra di altrettanto rilievo che vede coinvolte le istituzioni competenti nazionali ed internazionali,  che hanno il compito di imprimere un indirizzo normativo specifico da rispettare, attagliandolo alla complessità e delicatezza del diritto agroalimentare e commerciale che si traduce poi nella vera e propria sicurezza alimentare, quella che ci tocca tutti i giorni.

Un campo d’azione vastissimo che richiede costanza e meticolosità nei controlli e negli interventi a vario titolo, al fine di apportare miglioramenti in grado di rendere il consumatore sicuro nelle sue scelte.

Ma, noi consumatori, disponiamo di uno strumento assistenziale che ci viene riconosciuto dalla legge, ovvero quello di rivolgerci alle Associazioni di Categoria, specializzate proprio nella tutela dei nostri diritti.

A tal proposito, abbiamo intervistato Massimo Bomba, vicepresidente della Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, da diverso tempo schierata in soccorso dei cittadini nelle loro battaglie e che sta diventando una realtà sempre più solida nell’ambito della sicurezza alimentare.

La suddetta associazione, il cui presidente è l’avvocato brindisino Emilio Graziuso, con la dottoressa Irene Zapparata, nel ruolo di segretario nazionale, è impegnata su molteplici fronti per garantire sostegno ed assistenza legale, efficace, rapida e mirata su tutto quanto attiene al consumerismo, troppo poco attenzionato dall’opinione pubblica e dai vertici legislativi.

-Dottor Bomba, l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ha posto tra le proprie battaglie identitarie la sicurezza alimentare. Come mai questa scelta?

Riteniamo che la sicurezza alimentare sia un diritto primario dei consumatori, in quanto intimamente connesso al diritto alla salute. Abbiamo, però, riscontrato che, sul tema, l’attenzione dei consumatori non è ancora elevata o meglio non è proporzionale all’importanza ed alle ricadute dello stesso. Da sempre l’uomo ha un bisogno comune: quello di alimentarsi: in modo sufficiente, senza rischi per la propria salute e nutrizionalmente con uno standard elevato. La soddisfazione dei bisogni primari rappresenta, oggi, una esigenza sempre più crescente. Troppo spesso i riflettori  sono puntati sulla “sicurezza alimentare”, solo in occasioni di scandali e vicende di cronaca, quando occorrerebbe intraprendere percorsi di informazione e sensibilizzazione mirati per accompagnare i cittadini verso l’acquisizione degli strumenti di conoscenza minimi per tutelarsi”.

-Ma cosa si intende nello specifico per sicurezza alimentare?

“È il kit di misure di garanzia della sicurezza dei prodotti in ogni passaggio della catena alimentare. Tale sicurezza è estremamente necessaria affinché gli alimenti non abbiano un impatto negativo sulla salute del consumatore finale”.

– Reputa, dunque, che la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti siano essenziali?

Come in tutte le tematiche concernenti i diritti dei consumatori, un ruolo centrale è rivestito dall’informazione. Da qui la centralità delle etichette dei prodotti e della correttezza, veridicità e completezza delle informazioni ivi contenute. Ma ciò non è sufficiente”.

– Ci spieghi meglio.

Se il consumatore non è abituato a leggere con attenzione le etichette prima di acquistare un prodotto alimentare, tutte le informazioni indicate risulteranno inutili. Occorre, pertanto, che il consumatore sia informato e, sotto certi aspetti, educato a tale prassi, direi salvifica.

– Torniamo quindi, sull’importanza dell’informazione.

“Per la nostra associazione l’informazione è la prima forma di tutela del consumatore. Puntiamo, infatti, ad un passaggio epocale che si può realizzare solo attraverso l’informazione, da consumatore semplice a consumatore informato, ovvero consapevole, a consumatore militante.

– Come si può avere un consumatore militante nell’ambito della sicurezza alimentare?

Se un consumatore entra nel supermercato e, prima di mettere un alimento nel carrello, si sofferma a leggere l’etichetta, questo è già un atto di militanza. Ancora, il consumatore che, anche senza aver ricevuto un danno diretto, denunzia casi di sofisticazione alimentare, storture nella catena produttiva, cattive conservazioni degli alimenti prima della vendita, è un consumatore militante. Certo, non può divenire “militante” da solo, ed ecco il ruolo della nostra associazione: informare, educare, tutelare ed aggregare i consumatori che, spesso, allo stato attuale, si limitano alle proteste individuali e dunque isolate“.

– Quali sono i rischi più comuni legati alla sicurezza alimentare?

“L’inquinamento ambientale, i residui di pesticidi nel cibo, gli additivi chimici e l’uso sconsiderato degli antibiotici negli allevamenti. Questi sono i rischi più comuni, ricorrenti in circa 20 Paesi europei”.

– Ma quali sono le autorità alle quali il consumatore può rivolgersi per proteggere la sicurezza alimentare individuale e collettiva?

“Il Ministero della Salute, NAS, Regioni, ASL e Tribunale”.

– E cosa ci dice sul ruolo dell’Efsa?

“L’Efsa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che, in Italia, ha sede a Parma, provincia nella quale la nostra associazione è assai radicata e operativa, offre una consulenza specialistica per consentire alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo e agli Stati Membri, di adottare le decisioni più opportune in materia di gestione dei rischi alimentari. Tali decisioni dovrebbero, quindi, proteggere i consumatori e la sicurezza del cibo e della catena alimentare. Sostanzialmente reputo il ruolo di tale autorità di controllo, molto importante, ma che necessita anche del supporto della collettività direttamente chiamata a vigilare attivamente sulla tutela dei suoi interessi primari, affinché si diffonda in modo sistematico una cultura della attenzione alimentare, essendo uno dei pilastri della nostra quotidianità per quanto riguarda la nostra salute e quella dell’ambiente in cui abitiamo”.

Fonte: Glistatigenerali.com