Di Emilio Graziuso, 6 giugno 2026 – Dal mese di aprile 2026 la nostra rubrica si è più volte dedicata alla problematica della dipendenza da social, fenomeno che può essere analizzato sotto molteplici sfaccettature da quella giuridica a quella psicologica, da quella sociologica a quella antropologica, e, purtroppo, anche dalla prospettiva neuropsichiatrica quando assume caratteri patologici.
Al riguardo, come i lettori dell’ “Agorà del Diritto” hanno avuto modo di leggere, l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” (www.dallapartedelconsumatore.com) ha avviato il progetto denominato “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!” attraverso il quale, oltre ad offrire un servizio di sensibilizzazione sulla problematica nonché di informazione giuridica generale e specifica, ha attivato un punto di ascolto con una linea telefonica (375 – 6699692) esclusivamente dedicata nonché uno sportello psicologico in farmacia con la presenza di uno psicologo esperto del settore.
Tale sportello è stato avviato, come esperienza pilota, a Lanciano presso la Farmacia Marciani Magno ed è gestito dalla dott.ssa Monica Nicolucci (responsabile “Dalla Parte del Consumatore” del settore psicologico del progetto), presto, però, dato il numero crescente di contatti e di disponibilità alla collaborazione in una iniziativa di rilevante importanza sociale, altri sportelli partiranno in altre città italiane.
Al riguardo non sono pervenute all’ “Agorà” così come all’ Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” specifiche segnalazioni ma la notizia si è appresa dal sito rainews.it ed in particolare da un articolo del 18 maggio 2026 nella sezione “salute”.
In esso si apprende che a Venezia una ragazza di venti anni è stata sottoposta a terapia presso il Serd dell’Ulss 3 di Venezia per avere sviluppato, appunto, una dipendenza da intelligenza artificiale.
Molto interessanti le dichiarazioni, riportate nel detto articolo, della dott.ssa Laura Suardi, primaria del Serd veneziano: “’algoritmo, man mano che impara a conoscerti, sa dare delle risposte che corrispondono a quanto vorresti sentire, anche molto più di un tuo coetaneo, rafforzando progressivamente quella che sembra essere una relazione amicale” (https://www.rainews.it/articoli/2026/05/in-terapia-per-dipendenza-da-intelligenza-artificiale-e-la-prima-volta-in-italia-c0ca50d8-2c55-4270-acb9-7435e9b2c4ae.html).
Tale rapporto diviene problematico, ed in alcuni casi, patologico quando “Diventa un problema quando non la si sa gestire, quando diventa un unico orizzonte di riferimento” (https://www.rainews.it/articoli/2026/05/in-terapia-per-dipendenza-da-intelligenza-artificiale-e-la-prima-volta-in-italia-c0ca50d8-2c55-4270-acb9-7435e9b2c4ae.html).
Purtroppo si apprende sempre dallo stesso articolo che “Un’indagine condotta su 3.800 giovani tra gli 11 e i 25 anni in Francia, Germania, Svezia e Irlanda ha rilevato che uno su due discute con i chatbot di argomenti intimi, mentre solo il 32% sa cosa accade ai propri dati. Ricerche parallele dell’Università di Stanford hanno documentato che i sistemi di IA emotivamente immersivi, usati da soggetti vulnerabili, possono “rinforzare la ruminazione, la disregolazione emotiva e l’uso compulsivo” (https://www.rainews.it/articoli/2026/05/in-terapia-per-dipendenza-da-intelligenza-artificiale-e-la-prima-volta-in-italia-c0ca50d8-2c55-4270-acb9-7435e9b2c4ae.html).
Da quanto detto emerge un dato allarmante che letto con i dati che stanno emergendo nel progetto la dipendenza da social condotto dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” evidenziando un vero e proprio stato di assedio al quale se non si è attenti e cauti si rischia di essere sottoposti.
Rivolgiamo un invito a tutti i lettori dell’ “Agorà” di unirsi a noi in questa battaglia dalla quale nessuno, per spirito di responsabilità, può chiamarsi fuori.
(immagine generata da AI)



